«Al momento non siamo in grado di rispondere alle sia pur legittime richieste di rimborso degli abbonamenti non goduti, poiché attendiamo con fiducia provvedimenti operativi da parte del Governo e, di conseguenza, degli enti regionali, provinciali e comunali. Confidiamo nella comprensione dei viaggiatori invitandoli a visionare il nostro sito web nelle prossime settimane, per tutte le informazioni del caso».
La nota, a firma dell'Amministratore delegato della Società trasporti provinciale, Rosa Pastore, è la risposta alle tante richieste di risarcimento provenute da numerosi utenti che soprattutto nel mese di marzo, in cui improvvisamente è calato il lockdown in tutto il territorio italiano, non hanno potuto godere degli abbonamenti che valevano dal 1mo al 31 marzo: di fatto non li hanno più utilizzati a partire dal giorno 8 di quel mese.
Il presidente del Consiglio d'amministrazione, Francesco Paolo Fortunato, chiarisce anche che «l'azienda non potrebbe in alcun modo anticipare i rimborsi proprio nell' assenza di disposizioni chiare da parte di Governo e Regione. Peraltro, questo problema è comune a quasi tutte le regioni italiane, le cui aziende di trasporto pubblico stanno facendo i conti con gravissime perdite a causa delle restrizioni imposte. Da quando è scoppiata l'emergenza sanitaria Stp perde in media 500.000 al mese ed anche nella fase 2 le cose non andranno meglio - chiarisce Fortunato - poiché i nostri bus, da una capienza complessiva di 75 posti , fra a sedere e in piedi, potranno ospitare con il stanziamento interpersonale non più di 25 persone».
Oggi si sta scrivendo un percorso inverso che predilige gli spostamenti con le vetture, «e intanto noi stiamo facendo sacrifici enormi - fa ancora sapere il presidente di Stp - anticipando con risorse dell'azienda le casse integrazioni per i dipendenti rimasti fermi. In questo caso, però, abbiamo potuto farlo poiché ci sono le norme disposte dal Governo. Sui rimborsi, purtroppo questo non è ancora possibile. Mi preme solo chiarire - aggiunge - che il Consiglio di amministrazione si è riunito più volte in videoconferenza e dunque non è che non abbia proceduto ai rimborsi poiché non è stato possibile effettuare riunioni ma solo perché, ripeto, non siamo ancora stati posti nelle condizioni di effettuarli. E questo ci dispiace - conclude Fortunato -, perché ancora una volta sono proprio gli utenti ad essere i più penalizzati. Ma confidiamo, a breve, di superare anche questo problema».
