Gli interventi preliminari si sono aperti con la comunicazione dell'indipendenza di Maria Grazia Cinquepalmi, che ha lasciato ufficialmente Trani a capo.
Vito Branà ha chiesto «quali interventi si stiano programmando per la ripresa del mercato settimanale e e della scuola. Per il primo, ha sottolineato le criticità di piazza Madre Teresa di Calcutta, per la seconda ha chiesto lumi soprattutto sugli edifici chiusi come Papa Giovanni XXIII e Orazio Palumbo».
Luisa Di Lernia, raccogliendo la proposta del consigliere regionale Grazia Di Bari, ha chiesto «che il sindaco si unisca alla richiesta di ricalibrare l'assistenza sanitaria nella Bat rinforzando il Presidio territoriale di assistenza di Trani».
Raimondo Lima ha osservato che «a breve termineranno i cinque anni naturali di mandato di questa amministrazione e sarebbe il caso che noi consiglieri, il sindaco, il presidente e gli assessori rinuncino a gettoni e indennità fino alle elezioni, devolvendoli alla emergenza sanitaria».
Marinaro si è soffermato su Amet: «Il Cda sta lavorando bene, ma allora perché si parla di una gara per la gestione esterna della darsena? E perché ancora non si proroga il servizio della sosta a pagamento, sul quale ancora di più si sta facendo bene?»
Anche Raffaella Merra ha parlato della Papa Giovanni XXIII, ma per ricordare che «nell'area di quella scuola vivono ancora abusivi con minori: chi li tutela, a cominciare dai bambini? Quando e come usciranno da lì per la sicurezza di tutti».
E De Toma, a sua volta, si è unito agli appelli per la sanità: «Sono anche consigliere provinciale e spiace che, a causa della legge Delrio, le Province si siano depotenziate. Ma feremo fino in fondo la nostra parte per rilanciare l'ex ospedale di Trani».
Anna Barresi si è soffermata sul mercato settimanale, ancora fermo: «Ci sono ambulanti in crisi e famiglie decimate dal punto economico, ma nulla ancora si sa in merito». E poi su Amiu: «Le minacce di querela dell'ingegner Nacci, ultima delle quali al consigliere Loconte, non depongono a favore dell'azienda, in cui vige anche un clima di totalitarismo assoluto. Eppure noi siamo la voce di tanti cittadini e vogliamo chiarezza sulle modalità della selezione dei facilitatori, che vanno individuati dalle liste di collocamento e non con agenzie interinali e sorteggi».
Aldo Procacci ha chiarito che «nella fase 1 il sindaco ha ben gestito l'emergenza e, adesso, gli chiediamo di non mollare la presa con riferimento agli assembramenti ed alle spiagge libere. Abbiamo visto scene che ci preoccupano molto, del tutto lontane dalle regole imposte, e serve il massimo controllo per non vanificare gli sforzi fatti. Quanto ai facilitatori Amiu, anche noi ci associamo alla richiesta di massima trasparenza in quella selezione».
