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Consiglio comunale di Trani, respinta la proposta di delibera della minoranza per aiuti alle famiglie colpite dall'emergenza covid: decisivo un emendamento dichiarato irricevibile

«Non c’è chiarezza, né trasparenza in merito agli elenchi dei cittadini bisognosi predisposti dall’ufficio competente, né è descritta la condizione familiare, né si comprende quale sia il criterio generale di distribuzione dei buoni, né da chi e come venga formata la graduatoria, a quanti buoni spesa abbia diritto ciascun nucleo familiare, quante domande siano pervenute, l’ordine di arrivo delle stesse e le modalità di consegna dei buoni».

Si apre così la proposta di delibera di dieci consiglieri comunali di minoranza (Maria Grazia Cinquepalmi, Raimondo Lima, Vito Branà, Luisa Di Lernia, Giovanni Loconte, Anna Maria Barresi, Emanuele Tomasicchio, Antonio Florio, Tiziana Tolomeo, Pasquale de Toma) «per concordare e adottare iniziative e interventi sociali dirette al miglioramento del fabbisogno n connessione con le esigenze derivanti dallo stato di emergenza sanitaria».

Per i richiedenti «oggi ci sono ancora tanti cittadini in attesa di ricevere i buoni spesa e in questo delicato momento l’amministrazione deve agire con trasparenza, l’informazione ai cittadini deve essere continua e puntuale e non è possibile leggere quotidianamente sui social lamentele e denunce di cittadini bisognosi supportate da altrettante denunce di consiglieri comunali circa la poca trasparenza in merito alla distribuzione dei buoni».

A detta dei consiglieri d'opposizione, «quando ci sono risorse da distribuire, in una situazione di estrema emergenza, il sindaco non può sottrarsi al controllo e all’imperativo morale di dare conto alle forze politiche e, ancor più ai cittadini, di quali siano i criteri e le modalità di distribuzione, tanto più che sono state decise in autonomia e non condivise con il consiglio comunale».

Ed ancora, per i proponenti, «è necessario che l’amministrazione programmi e quantifichi le risorse finanziarie da inserire in bilancio per rafforzare gli interventi sociali, che non devono essere rivolti solo alla povertà tradizionale, ma anche a favore dei cittadini in condizioni di momentaneo bisogno per la mancanza di lavoro e l’impatto della crisi economica e finanziaria dell’emergenza sanitaria. Inoltre  è necessario ridurre i costi della Tari e della Tosap per favorire la ripresa economica delle attività che sono state chiuse per tutto questo tempo».

Al sindaco si chiede, formalmente, di «informare il consiglio comunale sulle attività che questa amministrazione intenda adottare in merito all’emergenza covid, adottando una linea condivisa con tutto il consiglio comunale per quanto riguarda gli impegni economici e strategici per fronteggiare la crisi. E comunichi all'assemblea quali siano stati i criteri adottati ad oggi per la distribuzione dei buoni, da chi e come viene formata la graduatoria, a quanti buoni spesa ha diritto ciascun nucleo familiare, qual è l’importo di ciascun buono, quante domande sono pervenute e l’ordine di arrivo, come è avvenuta la consegna e ricevuta dei buoni da parte dei beneficiari e se c’è una numerazione univoca degli stessi, Infine, conoscere le motivazioni di esclusione di alcuni cittadini e quante siano le pratiche ancora in lavorazione».

Ha illustrato il provvedimento il primo firmatario, Maria Grazia Cinquepalmi, che poi ha integrato la proposta di delibera anche con alcuni emendamenti, dichiarati però non ricevibili dal dirigente dell'Area finanziaria, Michelangelo Nigro: in particolare, un capitolo di spesa per fronteggiare i provvedimenti straordinari ed uno per sostenere le imprese in crisi con contributi a fondo perduto.

L'amministrazione, per bocca dell'assessore al bilancio, Luca Lignola, ha spiegato che solo grazie al recente Decreto rilancio stiamo ricalibrando la programmazione economica. Il Governo ha esonerato le attività dal pagamento della Tosap e sulla Tari abbiamo spostato le scadenze con una delibera di giunta(prima rata il 30 giugno, ndr). Sull'importo siamo ancora nell'attesa di direttive chiare sulla quota variabile, che potrebbe essere notevolmente ridotta.  Sull'Imu, allo stesso modo, mancano alcuni passaggi ma stiamo valutando di non sanzionare chi pagherà in ritardo. Abbiamo previsto un fondo Covid di circa 450mila euro, di cui 100mila alle famiglie ed il resto alle aziende. E il bilancio sarà comunque in pareggio anche tenendo conto della riduzione delle entrate.

Francesco Laurora ha fatto notare che «numerosi disoccupati non hanno avuto alcun beneficio», e Luciana Capone ha aggiunto che «l'emergenza ha totalmente ignorato il lavoro sommerso e per loro serve più coraggio da parte nostra, inserendo persone che il lavoro l'hanno perso, dagli stagionali anche a chi ha lavorato in nero».

Per Aldo Procacci, «le misure proposte sono tutte condivisibili, ma rischiamo di essere poco attuabili senza una ricognizione precisa dei fondi comunali dedicati a cittadini e imprese. a stessa Regione Puglia deve ancora adottare nuove misure a partire dal 4 giugno, quindi oggi ancora non conosciamo esattamente le risorse disponibili. In altre parole, il provvedimento sia un atto di indirizzo, per evitare di illudere i cittadini su quello che poi non si potrà realizzare, vedi la cassa integrazione di marzo, che per tanti ancora non è arrivata. E si formi una una commissione che pianifichi gli interventi sulla base delle sole, effettive risorse a disposizione».

Beppe Corrado ha trovato condivisibile la posizione di Procacci e ricordato che «a Trani sono arrivate quasi 3.800 domande per i buoni spesa, che è lo stesso numero di Barletta dove la popolazione è doppia e sono in fortissimo ritardo. Quindi si sta lavorando bene.  Aiutare gli ambulanti? Ok, ma ce ne sono tanti che non hanno mai pagato la Tosap per tutto il 2019 e questi andrebbero estromessi dal mercato».

Raffaella Merra ha inizialmente condiviso la proposta di delibera «perché l'amministrazione comunale avrebbe dovuto condividere la gestione dei buoni spesa, che non sono stati divisi in maniera equa. L'ho detto e scritto e c'è chi ha minacciato di querelarmi, ma ci sono stati ammissioni ed esclusioni inspiegabili». Poi, però, ha votato contro «perché le forzature sono troppe e noi il bilancio non l'abbiamo ancora approvato».

Giacomo Marinaro ha ammesso che «l'emergenza ci ha messo inizialmente in difficoltà e sicuramente c'è stata poca condivisione, ma il percorso è stato corretto e l'emendamento proposto al provvedimento diventa difficilmente applicabile, anzi è fortemente populista e specula sulla pelle della gente».

Per Raimondo Lima, «oggi si frantuma il mito della macchina organizzativa perfetta. Tanti consiglieri di maggioranza hanno manifestato perplessità e mancanza di condivisione, ed è quello che noi abbiamo sempre detto».

Giovanni Loconte ha colto l'occasione per chiarire alcune sue recenti affermazioni: «Ho visto due consiglieri comunali distribuire buoni spesa. Non farò nomi qui, ma sono pronto a farlo in altre sedi se qualcuno mi chiamerà». Quanto alle sue accuse sui facilitatori ambientali ed alla possibile querela da parte di Amiu, sono sereno e pronto a risponderne - ha detto -. L'agenzia interinale ed il sorteggio non sono la risposta, mentre si sarebbero dovute scorrere le liste di collocamento, visto che l'ufficio ce l'abbiamo qui nella sede comunale».

Anna Barresi ha osservato che «Trani sarà avanti rispetto a Barletta, ma è molto indietro rispetto a tanti altri comuni, da Bari a Napoli. E Decaro ha previsto contributi a fondo perduto per le attività di 1.500 euro. Ci sono stati tanti sprechi e adesso si vuole fare il plastico del parco urbano costiero: basta, dimentichiamoci feste e festicciole e aiutiamo i cittadini e le nostre imprese».

Per Emanuele Tomasicchio «il provvedimento emendato non ha nulla di gestionale, ma si limita a fornire un indirizzo all'amministrazione in uno spirito esclusivamente collaborativo. Non ci sono impegni di spesa, né variazioni che incidano sugli equilibri di bilancio».

Duro Leo Amoruso: «Prima ci parlate di collaborazione e poi buttate una valanga di fango sull'amministrazione, soprattutto a mezzo social. La proposta di delibera iniziale era condivisibile, ma con l'emendamento l'avete stravolta».

L'emendamento è stato respinto con 9 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha annunciato voto contrario ma ha spiegato: «Tante cose scritte in quel provvedimento le condivido, ma c'è una corsa volere metterci il cappello sopra. Intanto noi abbiamo già spostato le scadenze della Tari, e neanche l'abbiamo sbandierato ma ci sembrava giusto farlo. Decaro e De Magistris? Ma loro hanno finanziamenti esclusivi in quanto sindaci di città metropolitane, i Pon metro. Feste e festicciole? Prima ci dite di non farle, poi che non si possono fare per evitare assembramenti: mettetevi d'accordo. La verità è che abbiamo costituito il capitolo covid, e dentro quello ci metteremo tutto nella più totale condivisione».

Il provvedimento è stato respinto con voti 10 favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti.

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