A distanza di ormai 3 mesi dall’inizio del lockdown, gli imprenditori del settore fotografico hanno fatto sentire la propria voce a Bari e a Roma. Fotografi, videooperatori, grafici e stampatori hanno manifestato in Puglia e a Montecitorio esprimendo la richiesta di mettere sul tavolo un dialogo aperto tra enti e parti sociali per trovare soluzioni di sostegno economico a tutta la categoria, sia attraverso erogazioni statali di linee di credito a fondo perduto, sia con aiuti economici in credito d’imposta. Tutto il settore fotografico completamente dimenticato dai provvedimenti governativi nazionali e regionali.
«Dobbiamo ripartire con le dovute precauzioni, non possiamo affondare - è il monito di Ruggiero Dibenedetto, presidente nazionale del Fondo Internazionale per la Fotografia - fino ad aprile 2021 il settore wedding sarà fermo e molti professionisti saranno costretti a chiudere le proprie attività. Al contrario di quello che afferma il governatore Michele Emiliano, in Puglia ci sarà un crollo dei matrimoni perché le date previste nel 2020 sono state già tutte posticipate, e questo soprattutto nelle regioni del centro-sud dove il matrimonio e le cerimonie sono ancora eventi strettamente correlati a folklore e tradizioni familiari, con riunioni e conseguenti assembramenti. Il Fiof si fa promotore di azioni condivise su scala nazionale con altre realtà associative, attraverso azioni estemporanee confluenti in un'unica finalità: sostenere gli operatori del settore fotografico e favorire una ripresa economica per tutti.
L'annullamento e il rinvio di matrimoni in tutta Italia hanno generato una perdita economica non indifferente per tutti gli operatori del settore, costretti a vedersi azzerare gli incassi e spesso restituire caparre e acconti già precedentemente incassati. Il comparto dell'industria del matrimonio in Italia, pari a circa 40 miliardi di euro annui tra le categorie merceologiche coinvolte (*fonte ISTAT, SOLE24ORE) porta al mercato fotografico 400 milioni di euro, perdite che rischiano di risultare esiziali in un momento economico mai così complicato. Chiediamo che ci venga dato fino a marzo 2021 un sostegno economico per far fronte alle spese di gestione delle attività, fitti, utenze, tasse e sostentamento familiare - spiega Dibenedetto - Cosa abbiamo fatto in questo periodo? Abbiamo scritto al presidente Conte, a Camera, Senato, presidenti regionali, abbiamo avviato una campagna durante il lockdown #riaprireperfarecosa e una petizione ma sin qui non abbiamo ottenuto grandi risposte dalle autorità. Per cui ci siamo fatti capofila di varie associazioni nazionali e regionali per scendere in piazza e manifestare».
