È stato presentato ieri pomeriggio, nella casa di reclusione femminile, il garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Trani.
Si tratta di Elisabetta De Robertis, eletta dal Consiglio comunale: «Il primo obiettivo - ha detto - sarà quello di conoscere meglio la realtà tranese: ho avuto modo di visitare gli istituti detentivi e ho già fissato appuntamenti per conoscere le associazioni presenti sul territorio. Le urgenze riguardano sia il trasferimento dell’istituto femminile, sia la sezione blu del carcere maschile: a tal riguardo pare che il nuovo plesso sia pronto ed è necessario aprirlo al più pesto per chiudere una sezione non congeniale ad una detenzione giusta. Sarà importante - continua - promuovere la genitorialità con spazi nuovi e con l’attenzione massima ai diritti dei minori per non fare aggiungere altri traumi. Bisognerà trovare soluzioni alternative e nuove affinché la genitorialità possa esprimersi in maniera corretta».
«Non c’è sovrapposizione con il garante comunale – spiega Pietro Rossi, garante regionale -. Gli obiettivi si raggiungono tutti insieme nella piena collaborazione. Non c’è un’impostazione gerarchica: si tratta di un’azione sinergica. Le politiche di welfare sono declinate a livello territoriale, mentre la programmazione compete a livello regionale. Quindi, ciascuno farà il proprio: il garante territoriale aumenta sicuramente l’indice di collegamento con i detenuti».
Presente all’incontro anche Cherubina Palmieri, assessore del comune di Trani: «Siamo la seconda città in Puglia dopo Lecce ad avere un garante dei diritti dei detenuti. Questo è un passo importante perché rappresenta la storia della città caratterizzata dalla presenza di due istituti molto spesso ignorati. Oggi siamo contenti di aver portato a termine un percorso iniziato nel 2017: inizia un nuovo viaggio dove sarà fondamentale la collaborazione con le pubbliche amministrazioni».
