L'epidemiologo Pier Luigi Lopalco ai Dialoghi di Trani: «Promuovere i comportamenti giusti per rallentare la corsa del virus: serve il buon senso»
“Pandemia, apprendere per prevenire” è stato il titolo dell’incontro tenutosi ieri all’interno della rassegna I Dialoghi di Trani. Nel confronto online ci si è soffermati sui cambiamenti, sociali e sanitari, che il Coronavirus sta creando, cercando di analizzare le modalità di reazione degli individui e le prospettive future.
Gli autori del libro (Gilda Cinnella, Pierpaolo Limone, Nicola Paparella) insieme a Cenzio Di Zanni e all’epidemiologo Pier Luigi Lopalco hanno disquisito sui comportamenti avuti durante i mesi del picco dell’epidemia. Non sono mancate le critiche alla corrente del negazionismo.
«C’è ancora chi nega il Covid – ha detto Nicola Paparella, preside della Facoltà di Scienza Umanistiche dell’Università Telematica Pegaso – e questo è inconcepibile. Penso sia necessario ricostruire la storia delle pandemie nel XX secolo perché stiamo perdendo la sensibilità nel percepire questi fenomeni. Bisogna simulare quello che può accadere per affrontarlo meglio e prevedere il problema per poterne uscire».
Della stessa idea anche Pier Luigi Lopalco, capo della task force regionale sul Coronavirus: «Dopo la fase acuta del virus è avanzato il negazionismo e questo è stato deleterio per il controllo epidemiologico. L’Italia si è imposta come un modello del controllo di questa pandemia. A questo punto bisogna promuovere i comportamenti giusti per rallentare la corsa del virus: serve il buon senso. Inoltre, bisogna continuare a scaricare l’app Immuni perché servirebbe solo se la usassero più persone. Al momento è utilizzata da meno del 10% della popolazione, quindi i risultati sono irrisori».
Al centro del dialogo anche il ruolo importante della comunicazione: «A marzo abbiamo combattuto contro una malattia che non conoscevamo - ha affermato Gilda Cinnella, professoressa di anestesia e rianimazione all’Università di Foggia -, abbiamo scoperto l’importanza della comunicazione all’interno del team. Tutti insieme, pronto soccorso e altri reparti, abbiamo lavorato in maniera continua e questo è stato importante».
Con l’inizio delle scuole la paura del contagio è ritornata. Ma a livello scolastico cosa è successo? «Riscontriamo delle resistenze nei comportamenti di studenti e non solo – ha affermato Pierpaolo Limone, magnifico rettore dell’Università di Foggia -. Il Coronavirus ha insegnato che si può fare formazione con le tecnologie. In questo ambito è importante la digitalizzazione dei servizi».
I Dialoghi di Trani continuano oggi: qui il programma.
