Il blocco dei voli dalla Gran Bretagna per la variante Coronavirus ha aumentato ancora di più il timore da parte degli italiani. Al momento le notizie che ci giungono da lì sono ancora frammentate. Per questo abbiamo contattato uno dei tanti tranesi che si trovano in Inghilterra, Davide Valenti, di 22 anni, che ci ha spiegato come gli inglesi stanno vivendo queste ore.
«Sono arrivato a Guildford il 19 settembre, quando ho iniziato a frequentare un’accademia di musical. Il trasferimento in Inghilterra - ci dice Davide - è stato tranquillo, anche se una volta arrivato qui la situazione pian piano è peggiorata. Non era obbligatoria la quarantena, ma ammetto che ho avuto paura. A novembre, poi, il primo lockdown di un mese. Ma l’Università ha continuato con le lezioni sia in presenza, sia online e soprattutto se qualche studente iniziava ad avvertire i primi sintomi del Covid veniva sottoposto a uno screening gratuito».
Davide, prima di partire per Guildford, aveva già scelto che non sarebbe ritornato a Trani per Natale, per la sicurezza sua e dei suoi cari. Ora ci spiega la sua percezione sulla variante inglese del Covid-19: «Ho deciso di rimanere qui ancora prima del blocco dei voli. Quindi, trascorrerò le festività lontano da casa, insieme al mio coinquilino. Sono contento così, perché metto in sicurezza me stesso e i miei genitori. I giornali e le tv hanno iniziato a parlare di questa variante il 14 dicembre, sebbene la BBC abbia ipotizzato la sua presenza mesi prima. Improvvisamente, senza nessun avviso, il 20 dicembre alle ore 16 il Governo ha annunciato che sarebbe entrato in vigore il lockdown dalla mezzanotte. Avevo paura perché in quel momento mi trovavo a Londra per acquistare degli attrezzi, ma una volta arrivato in stazione la situazione era abbastanza normale».
In questa fase, dunque, gli inglesi si stanno approcciando al Covid senza eccessive ansie: «Il Coronavirus si affronta normalmente, sempre con i dispositivi di sicurezza ma non c’è un contesto di apocalisse».



