Ha gli occhi lucidi il dottor Benito Luigi De Cesare nel ricordare il periodo vissuto nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Tra ricordi, aneddoti ed esperienze indimenticabili, il 92enne ci racconta nel giorno delle memoria come si viveva in quel tempo e quali sono state le esperienze più traumatiche per lui.
«Il periodo più tormentato - ci dice - è stato quello della Seconda Guerra Mondiale, nel'43-'44-'45. La mia famiglia era a Bologna, teatro della guerra partigiana e di tutto quello che di brutto è avvenuto nell'Italia Settentrionale in mano ai tedeschi. Tra i ricordi più brutti sicuramente i bombardamenti aerei notturni che incutevano molta paura: sentire il rumore delle bombe incuteva in tutti una grande paura. Gli inglesi erano specialisti nei bombardamenti notturni, mentre gli americani in quelli diurni.
Come adesso a causa della pandemia, anche allora c'era il coprifuoco, solo che iniziava alle 19; i negozi erano aperti ma qui le merci scarseggiavano, soprattutto nel settore alimentare. Mio padre aveva un negozio all'ingrosso e aveva preso l'abitudine di scambiare le merci con gli alimenti: farina, prosciutto, marmellata e altro».
In tanti hanno paragonato la pandemia alla Guerra, ma il dott. De Cesare fuga ogni dubbio: «Adesso i negozi scoppiano di provviste e sono aperti. Il paragone si può fare solo in riferimento ai morti».
