Chiara Appendino, sindaco di Torino, è stata condannata, con rito abbreviato, a un anno e sei mesi per i fatti di piazza San Carlo durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Quel 3 giugno 2017 tre persone rimasero uccise e 1.500 ferite. Tra coloro che, fortunatamente, hanno avuto soltanto lievi escoriazioni, quella notte c’era anche il tranese Sergio D’Addato.
Il 37enne ricorda gli attimi precedenti e successivi alla calca: «Ricordo nitidamente tutto è quello che è successo. Non ci siamo resi conto di quanto stesse accadendo, ma abbiamo sentito come un terremoto, un’onda d’urto che ci ha trascinati a terra. Abbiamo vissuto momenti di terrore - ricorda D’Addato -: la gente calpestava chiunque. Abbiamo cercato di alzare quante più persone possibili finché non è tornata la calma e siamo riusciti a divincolarci. C’è stata anche una seconda ondata che mi ha coinvolto quando, fortunatamente, ero già prossimo all’uscita dalla piazza. Mi ritengo abbastanza fortunato perché ho avuto solo lievi escoriazioni a causa dei vetri a terra. Ovviamente, mentre vedevo la partita non avrei mai immaginato queste conseguenze. Sicuramente, però, in quella piazza c’erano troppe persone per le vie di fuga presenti».
Sulla condanna del sindaco di Torino, è intervenuto anche il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro che ha detto: «Esprimo la piena solidarietà al sindaco di Torino. Essere sindaci, soprattutto oggi, significa ricoprire un ruolo complicato e difficile, non facile da svolgere per via delle mille incombenze che finiscono in capo ad un primo cittadino. A Chiara Appendino va tutta la mia vicinanza e comprensione».

