Se non è disinteresse o peggio, allora vorremmo sapere come mai a tutt'oggi l’ASL competente che si è preoccupata di vaccinare altre categorie (vedi insegnanti a Bari), non ha ancora comunicato la data di inizio vaccinazione per i poliziotti penitenziari che lavorano nelle carceri di Altamura, Bari, Turi, “Fornelli” e Trani.
Ma la polizia penitenziaria che lavora in queste carceri ha meno possibilità di contrarre il virus degli insegnanti? Nonostante siano costretti a lavorare in condizioni difficili, delicate e pericolose senza poter rispettare una delle condizioni principali quale è il distanziamento sociale? E se scoppia un focolaio all’interno delle carceri della provincia di Bari e Bat, a causa del colpevole ritardo, come faranno questi Dirigenti delle ASL a spiegare la cosa?
Proprio per questo il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ha scritto in data di ieri la nota che si allega al comunicato, al fine di responsabilizzare tutte le parti in causa, poiché è inaccettabile questo gioco per cui non si considera la gravità della situazione delle carceri in questione.
Dobbiamo evidenziare che in tutti gli altri penitenziari della regione sono iniziate o stanno per iniziare le vaccinazioni, per cui non capiamo quale ragionamento è stato fatto dai dirigenti delle ASL interessate, per cui si sceglie di vaccinare altre categorie , che a nostro modesto parere non hanno la stessa necessità che si vive all’interno delle carceri, cosa peraltro denunciata anche dal ministro della giustizia nei giorni scorsi. Vorremmo anche sapere se i vertici della Regione, sono o meno a conoscenza di tale situazione.
Federico Pilagatti, segretario regionale SAPPE
