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Trani, le classi in eccedenza del Liceo De Sanctis andranno all'ex Lum. Revocato lo sciopero degli studenti

Potrebbe essere il plesso privato ubicato sulla strada provinciale per Andria, già sede della Università privata Lum, la soluzione ai problemi di spazio del liceo De Sanctis, che potrebbe trasferire in quello stabile almeno 20 aule.

In questo modo si porrebbe fine ai doppi turni che, da lunedì prossimo, partiranno costringendo alunni e personale docente e non docente ad orari non del tutto comodi, per usare un eufemismo, con uscite anche alle ore 15.

È quanto è emerso al termine del consiglio di istituto tenutosi nelle ultime ore, durante il quale il dirigente scolastico, Grazia Ruggiero, ed i rappresentanti di alunni e genitori hanno convenuto su una soluzione che permetterebbe alla scuola di entrare quasi chiavi in mano in un plesso che ha solo bisogno di pochissimi lavori per tornare ad ospitare studenti.

A sostegno del fatto che la soluzione proposta sia prossima a diventare ufficiale vi è la notizia che il previsto sciopero degli studenti, in programma lunedì prossimo, sarà revocato: infatti, gli alunni hanno apprezzato l'impegno comune nel trovare una soluzione che, per quanto non sarà istantanea, appare la più ragionevole nell'interesse collettivo.

Ad ulteriore conferma che la futura sede di una parte del liceo sarà l'ex Lum di via Andria, vi è anche la notizia del sopralluogo effettuato ieri da esponenti della Provincia Bat e dallo stesso dirigente scolastico, ovviamente alla presenza della proprietà dello stabile.

In teoria la scuola potrebbe trasferirsi per intero in via Andria e stare persino larga, ma queste poi saranno scelte del dirigente e del consiglio d'Istituto: quel che certo è che nel giro di un mese, o forse meno, le emergenze del De Sanctis dovrebbero terminare.

Per chiudere la partita servono a questo punto il verbale del Consiglio d'istituto ed il semaforo verde da parte della Bat e della proprietà dello stabile, la società Constructa, con la quale la Provincia ha in corso una interlocuzione per addivenire al pagamento di un canone congruo.

Vi sarebbe la prospettiva di utilizzarla anche per eventuali problemi di spazio di altri istituti, così da farne un polo scolastico a tutti gli effetti in grado di sopperire alle carenze di spazi fino a quando la Provincia non avrà nuovamente assicurato immobili pubblici a ciascuno dei suoi Istituti.

In tal modo la soluzione potrebbe risultare gradita alla proprietà dello stabile, che peraltro era stata l'unica a rispondere alla richiesta di manifestazioni di interesse da parte della Provincia per mettere a disposizione dell'ente un plesso da adibire ad uso scolastico.

Quando quell'avviso pubblico fu emanato pareva che la scuola prossima a trasferirsi a Trani fosse l'Ipsia di Andria ma poi, come abbiamo recentemente riferito, si è trovato un accordo per mantenere quell'istituto nella sua attuale sede fino a dicembre 2023.

E così la proprietà di via Andria, che nel frattempo ha già perso la Lum - di cui è stata anche smontata l'insegna -, può a sua volta ripiegare su una soluzione alternativa che eviti che quello stabile resti vuoto per anni.

Il presidente della Provincia, Bernardo Lodispoto, commenta così: «La trattativa è avviata, ma non ancora chiusa. C'è volontà da parte di tutti, ma servono alcuni passaggi fondamentali prima di mettere nero su bianco».


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