Mi riferisco alla determinazione dirigenziale n.1173 del 28/9/2021, posta in pubblicazione “stranamente” solo in data 18/11/2021.
Dalla lettura della determinazione emerge che l'appalto della manutenzione del verde venne stipulato in data 29/3/2019 e che il verbale di affidamento del servizio venne sottoscritto in data 1/4/2019.
Il contratto di appalto fissava una scadenza di anni due dalla data del verbale di consegna, il che comporta che dal mese di aprile 2021 il servizio sta continuando in regime di proroga.
Infatti proprio il provvedimento n.1173 del 28/9/2021 riguarda l'affidamento in proroga del servizio per la durata di sei mesi dal 1 ottobre 2021 sino al 31 marzo 2022.
La proroga tuttavia, è noto, deve essere per legge limitata nel tempo, quello strettamente necessario alla conclusione delle procedure volte alla individuazione del nuovo contraente.
La norma impone quindi che per poter affidare un servizio con proroga debba essere stato obbligatoriamente attivato il bando di gara finalizzato alla individuazione del nuovo contraente.
Nel nostro caso ciò non è.
Appare persino curiosa la motivazione della proroga e per certi versi inconcepibile.
La proroga sarebbe motivata da un impedimento: in pratica l'ufficio tecnico si è accorto di non possedere il rilievo completo del patrimonio arboreo cittadino!!!
Sorge spontanea la domanda: ma la mappatura del patrimonio arboreo cittadino e la sua manutenzione non sono contenuti nel progetto messo a gara nel 2019, cioè solo due anni fa?
Ma tant'è, per risolvere questo fantomatico problema pare sia stato necessario affidare un incarico per effettuare il censimento e la elaborazione del nuovo progetto definitivo del servizio di manutenzione del verde pubblico.
La procedura per reperire il professionista risulta attivata con determinazione dirigenziale n.1696 del 28/12/2020.
Non si capisce nel provvedimento se il professionista sia stato individuato, perché non è citata ne' alcuna determinazione di affidamento e ne' gli estremi del contratto.
Fatto sta che nel provvedimento dirigenziale ad un certo punto compare il Dott. G.G.B. (sarà lui il tecnico...ma perché anonimo???) che, non si capisce bene a quale titolo, manda una pec il giorno 8/9/2021 per dire che "nel corso delle operazioni di rilievo sono state riscontrate diverse aree non inserite nell'allegato I del disciplinare di gara".
Addirittura!
Non solo.
A seguito di tale comunicazione pec di settembre il dirigente afferma che "si sta provvedendo in tempi brevi alla estensione dell'incarico professionale al medesimo professionista", ovviamente ad oggi inesistente.
Alla fine, per questo motivo non si può bandire la gara per appaltare il servizio di manutenzione del verde e quindi bisogna procedere ad una proroga chiaramente contra legem.
Che dire:
- questa amministrazione comunale appalta un servizio nel 2019 e dopo due anni capisce che occorre effettuare il censimento e che deve individuare un professionista esterno per redigere il progetto da mettere a gara,
- a distanza di un anno dalla decisione di individuare un professionista esterno, il censimento è ancora all'anno zero,
- il nuovo bando di gara per l'affidamento del servizio non è stato ancora manco concepito,
- questa mancata attività non può giustificare la proroga, chiaramente disposta contra legem.
Eppure stiamo parlando di un servizio basilare per la città, fonte di numerose critiche quasi giornaliere relative allo stato comatoso del verde pubblico (lecci in Piazza della Repubblica, rami cadenti, potature non effettuate) il tutto per la modica cifra di poco più di 181.000 euro all'anno.
Chiudo questa mia nota chiedendo al dirigente area urbanistica, per mia curiosità, se il tecnico esterno redattore di censimento/progetto sia stato individuato e se sia il misterioso signor G.G.B., e ove lo sia con quale provvedimento dirigenziale e con quale contratto e' stato incaricato.
Se esiste veramente il signor G.G.B. chiedo sin da ora la relazione finale per capire quali siano le aree di verde pubblico che nessuno aveva scoperto prima di lui o che erano state dimenticate dall'ufficio in sede di gara.
Infine al Segretario generale chiedo se le proroghe concesse dallo scorso mese di aprile siano legittime o contra legem, e in tal caso, quali iniziative intenda assumere, atteso che gli Uffici competenti avrebbero potuto esperire una cosidetta gara ponte in luogo delle proroghe inammissibili ex art. 23 della legge 62/2005.
Giovanni Di Leo (capogruppo Lega Trani)
