Il consiglio comunale di Trani durante la votazione del piano per diritto allo studio ha dimostrato tutta la sua omo-bi-transfobia e misoginia. L'emendamento del consigliere Biancolillo intrinseco di mala fede ha stravolto il testo originario del provvedimento che prevedeva importanti misure ed interventi nell'ambito della formazione sull'identità di genere e sull'orientamento sessuale rivolti a docenti, educatori e genitori: sostanzialmente argomentazioni retrograde e incompetenti, hanno sottratto alla città un'importante occasione di formazione e progresso culturale.
Sembrerebbe inutile elencare qui ed ora i già troppi casi di femminicidi, gli episodi di violenza omo-transfobica e la strutturale prevaricazione maschile sulle donne e sulle soggettività LGBTIQ+. A quanto pare però Biancolillo e gran parte della nostra amministrazione comunale hanno bisogno di un reminder speciale sul tema. Nel 2021 i femminicidi sono aumentati dell'8%, con più di 80 vittime fino al mese di Novembre (Dipartimento della pubblica sicurezza- Dati della direzione centrale polizia criminale). I casi di omofobia dal 17 Maggio 2020 al 17 Maggio 2021 sono più di 190, senza calcolare chi ha scelto di non denunciare (Fonte: Cronache di ordinaria Omofobia.org).
Inoltre come rilevato da un’indagine dell’Istat, certi stereotipi sono ancora molto presenti nella popolazione. Tra i più comuni: “gli uomini sono meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche” (31,5%); sulla violenza sessuale, il 39,3% della popolazione ritiene che una donna è in grado di sottrarsi a un rapporto se davvero non lo vuole, il 23,9% pensa che le donne possano provocare uno stupro con il loro modo di vestire... Quando nelle sue dichiarazioni il consigliere Biancolillo si esprime con la frase: “ dubbia identità sessuale”, afferma la sua intrinseca transfobia e dunque un'impostazione di fatto violenta nei confronti della comunità LGBTIQ+ e di tutte le donne. Parlare di educazione di genere significa parlare di rispetto, di empatia contro ogni forma di violenza, bullismo compreso, che affligge molti/e nostri/e figli/e e ragazzi/e; significa educare ad un linguaggio corretto e ad usarlo in modo da non offendere e ferire nessun essere umano.
Parlare di genere nelle nostre scuole significa insegnare alle ragazze e ragazzi che non esistono “cose da maschi e cose da femmine” o di “dubbia identità sessuale”; significa educare alla differenza e che questa non va temuta e violata. Riteniamo che l’insegnamento della cultura di genere nelle scuole sia la strada verso una cultura non violenta basta sul rispetto dei diritti e delle pari opportunità tra persone, senza alcuna distinzione e basata sul principio costituzionale dell’uguaglianza.
Come Coordinamento tranese contro la violenza di genere richiediamo un serio impegno del sindaco e del consiglio comunale sulle questioni legali all'identità di genere e orientamento sessuale. Chiediamo – l'immediata rettifica da parte del consiglio comunale dell'emendamento di Biancolillo; – una casa delle donne e per la cultura di genere nella città di Trani; – la creazione della commissione pari opportunità e di genere; – un piano comunale strategico contro la violenza maschile sulle donne; – una progettualità giovanile idonea sulla discriminazione di genere, l'omofobia e la transfobia. Inviamo tutte le realtà sociali del territorio, i centri antiviolenza e le singole soggettività a partecipare al Presidio in piazza Domenica mattina 19 Dicembre alle ore 10.30. L'appuntamento è nella piazzetta nei pressi della chiesa di San Rocco. Bandiere arcobaleno e pañuelos fucsia serviranno per colorare la piazza!
Ketty Diana, Coordinamento Tranese contro la violenza di genere
