Anche quest’anno, Sua Santità, Papa Francesco, ha accolto benignamente un mio
componimento in quartine a rima baciata, dedicate alla Ricorrenza Liturgica della
Santa Natività, inviandomi, con apposita Missiva, datata S. Natale 2021-Capodanno
2022, della Segreteria di Stato del Vaticano, vive espressioni di gratitudine e la Sua
Benedizione Apostolica, che io estendo ai miei ex Alunni ed agli Amici e Conoscenti
tutti delle Comunità di Macchiagodena (IS) e Trani (BT), con gli stessi intendimenti
di un tempo, quando era viva la mia indimenticabile Romy, Musa ispiratrice di ogni
mio scritto.
Nella lettera di Sua Santità, pervenutami da poco, la Segreteria di Stato mi comunica
che Papa Francesco “…ringrazia per il cortese gesto di affetto e invita a rinnovare
ogni giorno l’incontro con il Dio della consolazione e della speranza, che si manifesta
nell’umiltà di un Bimbo debole e fragile, perché noi possiamo accogliere con
tenerezza le nostre fragilità, lasciando che la sua misericordia abbracci e trasformi le
nostre miserie”.
“Con tali sentimenti”, è scritto nella Lettera, “Sua Santità invoca la Celeste
protezione della Vergine Maria e di S. Giuseppe, e volentieri invoca la Benedizione
Apostolica”. Dal Vaticano, S. Natale 2021-Capodanno 1922 Firmato, Mons. L. Roberto Cona (Assessore delegato)
In tempi così incerti e bui, nei quali si contesta, a livello europeo, perfino l’Evento
della Natività, le parole di Papa Francesco aprono il cuore alla speranza ed alla
fiducia nell’Onnipotente, affinché Egli abbia pietà di questa povera Umanità, derelitta
e sofferente, priva di valori e protesa alla sola logica dell’edonismo e dell’utilitarismo
più sfrenato, che non permettono all’insensatezza umana di riconoscere quanta
bellezza e misericordia regnino nell’opera creatrice di Dio.
Di seguito la poesia:
Vicina è la notte…
Vicina è la notte ed il cielo s’imbruna,
le bacche del vischio lumeggia la luna,
mentre l’Amor nascente fuga ogni male
e pio il cuor batte per Suo Reale Natale.
Felici del tempo scorrono le ultime ore,
la venuta cantando del Gesù Salvatore:
in nuda greppia vagisce con il sorriso,
che s’irradia dall’innocente Suo Viso.
Si ricopre d’argento il riposo notturno,
che il pastore ripaga del corso diurno;
proteso verso la grama Greppia Santa,
ei prova insueto un giubilo che incanta.
Copioso di ambrosia e propizio orezza
improvviso il refolo della lieve brezza:
“Mira Gemma”, sussurra, ” germoglia,
dell’Eliso le porte apre senza doglia.
Da lungi il belare delle miti pecorelle
sui pianori s’ode misto alle ciaramelle:
se mestizia repentina talvolta ci assale,
soave a tutti sia l’Armonia del Natale!
Filippo Ungaro
