«Io dovrei chiedere a loro di resistere, ed invece loro stanno calmando me. Perché sono certi di resistere, di poter combattere perché devono vivere nel loro Paese, che è anche il mio e delle donne che sono qui con me. Noi ucraini ringraziamo tutto il mondo perché ci fa sentire più forti, e chiediamo al mondo intero di fermare questo incubo: che non succeda più una cosa simile nel 2022».
Questa la voce della signora Elena, ucraina, che ha parlato al microfono nel corso della manifestazione organizzata ieri sera dal Comitato per la pace di Trani, sorto proprio in occasione dell'inizio del conflitto, anzi dell'attacco della Russia all'Ucraina.
Il Comune di Trani si è schierato in favore di quel Paese, del Paese attaccato, ed anche i cittadini, con tutte le loro rappresentanze, stanno facendo la stessa cosa, così da rendere la manifestazione molto partecipata.
Ma il valore aggiunto è arrivato dalle numerose donne ucraine che vivono a Trani e hanno portato la loro testimonianza.
Hanno ricostruito le origini del conflitto tornando ad una prima occupazione russa del 2014, hanno giudicato Putin un dittatore sanguinario, esaltato il carattere multietnico e multi religioso dell’Ucraina e raccontato la loro voglia di andare in Ucraina dai loro cari per portare loro conforto. Ma adesso non possono partire, né è facile per chi sta di là uscire dal Paese e venire a Trani a trovare i loro familiari.
Adesso, però, le donne dell’Ucraina che vivono a Trani si sentono meno sole, come sottolinea Irina: «Onore a quei difensori, uomini e donne ucraine che nel nostro Paese stanno difendendo il diritto di esistere, la libertà e sovranità della nosrtra nazione. Ma onore anche ai valori democratici e alla libertà di tutti voi, che ci siete vicini e ci aiutate in questo momento così difficile».
Il sindaco, Amedeo Bottaro, fa sapere che la vicinanza del Comune di Trani al popolo ucraino non sarà solo di solidarietà, ma anche accoglienza materiale con la disponibilità di alcuni immobili in favore di coloro che, fuggendo dal loro Paese, volessero trovare asilo a Trani: «Faremo la nostra parte per accogliere tutti coloro che, scappando da quella guerra, volessero trovare un rifugio. Siamo una comunità abituata ad accogliere e forniremo la disponibilità di alcuni immobili comunali per ospitare tutti coloro che avessero bisogno di un tetto. Proveremo a fare anche un po' di coordinamento tra tutte le iniziative di chi raccoglie indumenti, chi fondi, chi alimenti, in modo tale da creare un supporto concreto al popolo ucraino».
Qui il podcast per ascoltare le interviste a due donne ucraine, Irina e Swetlana, che vivono a Trani, e poi quelle di Vincenzo Ferreri (comitato per la pace), Francesco Pacini (Libera Trani), Luca Morollo (consigliere comunale) e Daniele Ciliento (Xiao Yan).















