La società Italiana petroli, meglio conosciuta come Ip, dovrà lasciare l'area di servizio in corso Imbriani, all'intersezione con via Badoglio ed in adiacenza alla sede della Polizia locale. In tal modo il Comune di Trani potrà realizzarvi una piazzetta nell'ambito di un progetto di rigenerazione urbana che prevede il restauro delle sottostanti gallerie ottocentesche, che rappresentano l'origine dei collettori alluvionali al servizio dell'abitato cittadino.
Lo ha ordinato, con sentenza di merito, la Terza sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia (presidente Ciliberti, a latere Serlenga e Cocomile) respingendo il ricorso della Ip, difesa dagli avvocati Ferdinando Carrabba Tettamanti e Gaetano Zurlo, contro il Comune di Trani, difeso dall' avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale dell'ente.
La Ip chiedeva l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia (che in realtà aveva ottenuto), della nota dello scorso 24 marzo 2022, con cui il Comune di Trani aveva comunicato alla società petrolifera la disdetta, a decorrere dal 30 giugno 2022, del contratto di concessione dell'area di proprietà comunale su cui insiste l'impianto di distribuzione carburanti.
Come detto, la società aveva ottenuto il provvedimento cautelare che le permetteva di continuare ad esercitare l'attività nell'attesa che il Comune fornisse maggiore documentazione a sostegno delle sue ragioni.
Peraltro, nel frattempo è avvenuto l'esatto contrario: infatti, dal 14 settembre l'area di servizio è chiusa, per un tempo dichiarato di 6 mesi, per crisi di gestione. Lo stop sarebbe provvisorio, ma già prima della sentenza del Tar si aveva la sensazione che difficilmente avrebbe riaperto, e tale circostanza adesso si rafforza proprio per effetto del pronunciamento della giustizia amministrativa.
Secondo il Tar, «va riconosciuta la natura obiettivamente pertinenziale del terreno di proprietà pubblica, poiché ogni stazione per l'erogazione di carburante è per definizione posta al servizio degli utenti della strada, ed in considerazione pertanto dell'effettiva adiacenza e diretto collegamento dell'area al sistema viario comunale, come è emerso eloquentemente anche dalla visione della documentazione prodotta dal Comune, oltre che dalle planimetrie depositate».
Secondo gli atti storici prodotti dal Comune nella causa, l'area è una porzione della carreggiata della vecchia via Itri, in direzione del centro verso la strada regionale 213 Flacca, e dunque rappresenta un bene demaniale, categoria al quale appartengono non sono le strade, ma anche piazze, spiazzi e vicoli.
Chiarita la natura demaniale del terreno in questione, consequenzialmente cade la tesi dell'applicabilità della normativa civilistica in materia di locazioni: la nota municipale del 22 giugno 2022 aveva correttamente, secondo il Tar, la natura di provvedimento volto all'estinzione del rapporto concessorio in essere.
La Ip, invece, sosteneva che l'uso si sarebbe rinnovato ogni sei anni e si sarebbe già rinnovato automaticamente fino al 15 febbraio 2029, non essendo nel frattempo intervenuta, prima del termine di 12 mesi dalla scadenza alcuna comunicazione di disdetta da parte di Palazzo di città.
Al contrario Palazzo di città, fondando le sue ragioni sulla natura demaniale dell'area, ha chiarito che, proprio a causa della presenza dei collettori al di sotto della stazione di servizio, «all'interno del contratto stipulato si dà atto del fatto che la società, tenuto conto del fatto che sono in attività i collettori alluvionali, dovrà abbandonare la parte del suolo in concessione a semplice richiesta dell'amministrazione, ove fosse necessaria, senza nulla a pretendere».
Fatto salvo un eventuale appello della Ip al Consiglio di Stato, per effettuare la dismissione dell'area di servizio, i lavori di restauro delle gallerie e la realizzazione della sovrastante piazzetta, Palazzo di città ha candidato ad un finanziamento governativo un progetto da 3 milioni di euro. «Ed in ogni caso – fa sapere il sindaco, Amedeo Bottaro - siamo intenzionati a procedere anche nell'assenza di un finanziamento esterno, perché le gallerie da tempo necessitano di interventi sia con riferimento ai basolati, sia ad un tratto di quella di sinistra puntellato da tubi innocenti e che necessita di una definitiva e stabile messa in sicurezza».
