L'anno scorso poco ci mancò che le fiamme la divorassero, determinando imprevedibili e gravi conseguenze per l'utenza della zona. Quest'anno le premesse sono tutt'altro che confortanti, perché le stoppie sono già notevolmente cresciute ed il rischio di un vasto rogo è già dietro l'angolo.
Ma manca ancora tanto, troppo tempo all'ordinanza con cui il sindaco, Amedeo Bottaro, disporrà di arare i terreni incolti pubblici e privati entro il prossimo 15 giugno. Da troppi anni ormai, anche a causa del cambiamento climatico, la vegetazione cresce a dismisura con netto anticipo rispetto ai tempi di una volta, e l'emergenza è tale già da oggi.
Le foto a corredo si riferiscono al terreno incolto di Capirro, il più ampio presente a Trani. Neanche a farlo apposta, è di proprietà pubblica e, segnatamente, di un ente che ormai è una scatola vuota: l'Azienda di servizi alla persona Vittorio Emanuele II, che fino al 2014 gestiva la casa di riposo cosiddetta «dei Cappuccini», in via delle Tufare, chiusa quell'anno.
Oggi l'Asp non ha liquidità, ma possiede un significativo patrimonio fatto di alcune unità immobiliari e, soprattutto, l'ampio terreno di cui ci stiamo occupando: il valore stimato totale è di circa 5.500.000 euro. L'ente è retto da un nuovo commissario straordinario di fresca nomina regionale, Daniele Santoro.
Ma nelle casse dell'Asp non c'è un solo euro, quindi non ci sono le condizioni per mettere in sicurezza un terreno il cui stato pare davvero fuori controllo: erba alta, altissima in questa piovosa primavera come non si vedeva da anni. Un terreno dell'estensione di circa 67.000 metri quadrati, con ingresso da via Astor Piazzolla e via Giuseppe Palmieri, facilmente accessibile essendo privo di recinzioni, confinante con ville residenziali private e strutture sportive.
Il libero accesso da via Piazzolla permette l'ingresso di decine e decine di autovetture con coppiette in cerca di intimità, le stesse che poi lasciano per terra un vero tappeto di rifiuti. Ed essendo area «privata» rispetto al contratto di servizio, l'Amiu non può intervenire. Tale ingresso è anche utilizzato per abbandonare vari tipi di rifiuti nella fitta vegetazione di erbacce.
La mancata cura e bonifica del terreno determina ogni anno vari problemi, tra cui il pericolo di innesco e sviluppo incendio, come avvenuto il 26 giugno dello scorso anno, dove oltre le erbacce secche andarono a fuoco anche i rifiuti abbandonati, con denso fumo ed aria irrespirabile.
I residenti, fortemente preoccupati, rivolgono un appello al commissario straordinario: «Intervega urgentemente almeno per ripulire e porre in sicurezza il terreno - dice il signor Antonio -. Comprendiamo il fatto che il commissario non abbia la bacchetta magica, come è stato per i suoi predecessori, ma vista l'attuale situazione del terreno e visto che prima o poi l'estate arriverà e la rigogliosa vegetazione di erbacce si seccherà, il rischio incendio sarà altissimo e pertanto occorre intervenire».
L'appello si estende all'amministrazione comunale ed al neo eletto assessore all'ambiente, Leo Amoruso: «Si valutino urgentemente azioni da intraprendere a tutela della pubblica e privata incolumità, nell'interesse dell'Asp e dei cittadini».






