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Trani, caso chef Casale: incidente probatorio l'11 luglio per «concorso in omicidio stradale»

Si terrà il prossimo 11 luglio, a mezzogiorno, presso l'aula Gup Antonio Lovecchio del Tribunale di Trani, davanti al Gip Lucia Anna Altamura, l'incidente probatorio disposto in merito alle ulteriori indagini disposte per accertare i fatti occorsi che portarono al decesso, a seguito di incidente stradale, del 29enne chef Raffaele Casale. Il sinistro mortale avvenne il 16 agosto 2017, in via Martiri di Palermo.

Il Gip rigettando la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico ministero, lo scorso 12 aprile aveva disposto altri sei mesi di indagini ed allora il Pm aveva chiesto ed ottenuto l'incidente probatorio nominando perito l'ingegnere Mario Scipione.

La data dell'incidente probatorio è stata notificata alle persone indagate, ai rispettivi difensori di fiducia, alle persone offese presso i rispettivi difensori, al Pm Roberta Moramarco ed al già citato perito.

L'ipotesi al vaglio è «concorso in omicidio stradale», poiché proprio l'incidente probatorio ha reso necessario estendere il numero delle persone indagate da una a cinque persone.

La prima, una 40enne, era già presente nel fascicolo d'indagine poiché alla guida di una vettura che procedeva su quella strada in prossimità della moto guidata da Casale. Insieme con lei da oggi, per asserite responsabilità degli enti pubblici interessati alla sicurezza del luogo del sinistro, quattro fra dirigenti e funzionari comunali, nonché un amministratore di ex municipalizzata.

La donna è indagata per una ipotizzata manovra imprudente del veicolo che conduceva. Dirigente e funzionario dell'Ufficio tecnico per lo stato di manutenzione della sede stradale, della pista ciclabile, delle alberature e della pubblica illuminazione. Un altro dirigente comunale per la segnaletica stradale. Un ex rappresentante legale di partecipata per il livello di efficienza della pulizia della sede stradale, con riferimento al tappeto di aghi di pino che periodicamente si depositano su quell'asfalto.

Raffaele Casale stava percorrendo via Martiri di Palermo a bordo della sua moto e ritornava con amici, gli altri tutti in auto, verso Trani per un caffè dopo che aveva terminato il suo lavoro al ristorante ed era stato in una villa per un bagno notturno: per cause ancora oggi da accertare, Casale perse il controllo del mezzo che conduceva finendo fuori strada e morendo praticamente sul colpo.

Nel provvedimento con cjui chiedeva l'incidente probatorio il Gip scrive testualmente che «si reputa indispensabile disporre una consulenza, pure di carattere collegiale, al fine di scandagliare non solo lo stato dei luoghi al momento della verificazione dell'evento in questione mediante la disanima puntuale specifica di quanto documentalmente riproducente lo stesso, ma anche le intervenute modifiche occorse nel tempo - persino sotto il profilo della tempistica - con riferimento al manto stradale, all'illuminazione della zona, alla pista ciclabile ed alla segnaletica stradale, trattandosi di profili tutti strettamente connessi fra loro».

Inoltre «risultano ancora ulteriormente da approfondire - osserva il Gip - le questioni relative alla illuminazione lungo la strada in questione al momento del fatto, con specifico riferimento al punto di verificazione del sinistro (in presenza di una curva a sinistra) ed ancora le questioni relative al rispetto della normativa circa la segnaletica stradale, in presenza sia di plurime immissioni, sia di una pista ciclabile». Ed ancora, sempre a proposito della pista ciclabile, il Gip ritiene necessario «verificare la presenza di idonei marker luminosi per la delimitazione della stessa».

Secondo il Gip, «tali profili si pongono come non sufficientemente sottoposti a verifica in relazione alla gestione della strada in questione, anche quanto alla pulizia da garantire In conformità alla specifica situazione della stessa, per la sussistenza di numerosi alberi di pino».

Un ulteriore aspetto da approfondire ulteriormente, sempre secondo il Gip, «è anche la modalità di frenata del mezzo condotto dal Casale: deve più rigorosamente accertarsi se possa esserci stato un ostacolo mobile, costituito anche dal veicolo della indagata De Feo, ovvero un altro elemento di turbamento in grado di fare perdere al Casale il controllo del motoveicolo condotto».

Ed è proprio qui la spiegazione dell'ingresso nel fascicolo dei quattro, nuovi indagati: «Sul punto deve valutarsi in modo più dettagliato se, come detto - scrive il Gip -, anche a dispetto della velocità del mezzo sopra citato, la operata frenata nel percorso impresso al motoveicolo possa essere stata incisa nella fase iniziale dal mezzo condotto della De Feo per la velocità tenuta da entrambi i veicoli e, nella sua parte finale, dalla presenza di elementi di disturbo sulla carreggiata o sul bordo della stessa tali da avere determinato uno slittamento».

Alla luce di tali, precise indicazioni, il Pubblico ministero ha ritenuto necessario procedere con l'incidente probatorio «posto che, in considerazione della delicatezza del caso e della discrasia fra le conclusioni rassegnate dai consulenti tecnici del Pubblico ministero e delle persone offese, è opportuno che gli accertamenti ritenuti indispensabili dal Gip siano espletati con perizia nel pieno contraddittorio fra le parti». Da qui l'ingresso nel fascicolo dei quattro, nuovi indagati, atto dovuto ai fini dello svolgimento dell'incidente probatorio.

Nel procedimento risultano persone offese i familiari di Raffaele Casale. Felice, suo padre, dal primo giorno successivo alle esequie del figlio ha portato avanti ostinatamente una battaglia alla ricerca di giustizia e verità con foto, fiori e striscioni sul luogo dell'incidente, nonché sit-in per tenere sempre desta l'attenzione sulla vicenda.

Tanto è vero che dopo l'ultima udienza camerale, in cui il Gip aveva disposto l'ulteriore prolungamento delle indagini che hanno condotto all'odierno incidente probatorio, Casale senior aveva manifestato, per la prima volta, soddisfazione e speranza per i nuovi sviluppi del caso.


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