L'edificazione del fabbricato terminò intorno al 2005 ed un imprenditore di Andria acquistò l'ampio locale al piano terreno, prospiciente il lungomare Cristoforo Colombo, per destinarlo ad attività commerciale del tipo calzature e pelletteria. Il negozio, dopo alterne vicende e fortune, chiuse circa dieci anni fa senza mai più riaprire.
Oggi si apprende che quella unità immobiliare, ubicata al civico 56 del lungomare, è stata confiscata alla criminalità organizzata ed il Comune di Trani ha manifestato formale interesse per acquisirlo, in accordo con la Procura di Trani, così da destinarlo a «Centro famiglie».
In ogni caso il percorso è ufficialmente avviato e Trani si prepara ad avere il quarto bene confiscato alla criminalità organizzata. In precedenza erano passati alla comunità i seguenti immobili: l'ex ristorante di Salvatore Annacondria sul porto, diventato sede decentrata della Polizia locale presso la darsena ed ufficio dello stesso porto turistico; il capannone di Salvatore Annacondia sulla litoranea di ponente, ribattezzato «Controvento» ed affidato alla cooperativa Oasi 2 per realizzarci una comunità residenziale di recupero dalle tossicodipendenze, oltre che prossimo a diventare pure cantiere navale; la palazzina di piazza Mazzini intitolata a Paolo Borsellino, divenuta sede della Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Trani.
