Anche il contrabbassista tranese e Ilario De Marinis, durante la sua decennale carriera, ha suonato con Nicola Arigliano. Lo stesso De Marinis, insieme con Larry Franco, Dee Dee Joy e Joe Franco, lo hanno ricordato nei giorni scorsi al Politeama di Bisceglie in una serata ricca di bella musica, quasi interamente scritta per mano del cantante e polistrumentista di Squinzano.
Per l'occasione in sala c'era suo nipote Franco, che ha ricordato lo zio così come ha fatto lo stesso Larry Franco fra un brano e l'altro della piacevole manifestazione organizzata dall'associazione Alterazioni, di Bisceglie, e presentata da Clelia Sguera.
Franco Arigliano. Il primo ricordo di mio zio è averlo visto in tv quando ero piccolo: tutti lo acclamavano come personaggio, ma per me era sempre mio zio. Lasciò presto Squinzano e andò a lavorare a Merano. Alla fine della giornata andava a sentire il jazz, chiese e ottenne di cantare e lì iniziò la sua scalata. Per lungo tempo ignorò la sua città natale, ma poi ritornò sui passi perché in fondo ne era stato sempre innamorato. Amò sempre il jazz, fece anche musica leggera ma preferì a quel punto fare composizione. E lo fece in una fattoria che fittò anche ad Al Bano e Jannacci. Mi piacerebbe che sia ricordato come l'unico, vero cantante di jazz italiano ed europeo.
Larry Franco. Ho avuto l'onore, come anche Ilario, di cantare con Nicola. Lui mi chiamava Frankie Lorentz. Lo conobbi in un concerto a Teramo e poi lo invitai ad una rassegna jazz a Martina Franca. Fu contento di come suonai il pianoforte e mi portò con lui. Mi fece conoscere Franco Cerri e Piero Angela: gli devo tutto.
Fra i momenti clou della serata, l'esecuzione di Colpevole, la canzone che Nicola Arigliano portò a fine carriera, nel 2005, a Sanremo. È stato anche il ricordo di un festival che forse difficilmente restituirà a quel palco artisti jazz dello spessore del nostro famoso conterraneo: tanto è bastato per dare un ulteriore tocco di magia al bellissimo concerto andato in scena a Bisceglie.






