Finanziati dalla Regione nel 2015, ma pronti a partire soltanto otto anni dopo e dovendo necessariamente attendere la fine dell'anno scolastico in corso, quindi quasi alle porte dell'estate. Sono i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza della scuola dell'infanzia Collodi, in corso Imbriani, appartenente al Secondo circolo didattico Petronelli. La giunta comunale ha provato il relativo atto di indirizzo per dare al dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, il mandato di procedere alla gara per l'affidamento i lavori.
IMPORTO E STORIA DEL PROGETTO
Ci si muove sulla base del progetto definitivo esecutivo firmato dagli ingegneri brindisini Dario Pinto e Michele Cisternino. L'intervento è finanziato per 318.000 euro, tanti quanti il costo del progetto. L'importo a base d'asta dei lavori è di 255.000 euro. La lunga attesa si è legata al fatto che Bari, dopo che ai suoi uffici era pervenuta l'apposita relazione illustrativa degli interventi previsti, aveva chiesto a Trani di rettificare il percorso e procedere all'affidamento dell'incarico della progettazione sia definitiva, sia esecutiva.
Così è stato fatto e, il 31 luglio 2023, i progettisti hanno consegnato la nuova e definitiva versione del progetto lasciando inalterato l'importo di 318.000 euro, ma innalzando quello dei lavori da 216.000 a 255.000 euro. In definitiva, contrariamente a molte altre opere pubbliche, l'adeguamento del plesso Collodi ha determinato solo minime conseguenze a causa dell'aumento dei costi delle materie prime, circostanza che ha inciso solo sulle somme rimanenti a disposizione, ma non sul progetto in quanto tale.
LO STATO DEI LUOGHI
Ma come si presenta oggi la Collodi? Il fabbricato che ospita la scuola è isolato e si sviluppa su due livelli. Al piano terra ci sono tutti i locali utilizzati per le attività didattiche fra aule, laboratori, servizi igienici e spazi ad uso del personale. È presente un unico bagno per gli studenti, per ambo i sessi, ve ne è uno per portatori di handicap, ma non presenta le geometrie e dotazioni minime di un bagno accessibile.
Al piano interrato vi sono locali ad uso deposito e vano per gli impianti tecnologici, accessibili per mezzo di una scala esterna. Presentano danneggiamenti di finiture e serramenti e gli impianti sono vetusti e non più in esercizio: di fatto quei locali non sono più utilizzabili.
Intorno al fabbricato è presente un piazzale con marciapiedi, pavimentazione e aiuole. La climatizzazione invernale è a pompa di calore, mentre gli impianti tecnologici idrici risultano vetusti e non più funzionanti.
LE CARENZE
Quanto alle vere e proprie carenze, la relazione dei progettisti non nasconde numerose criticità: «Assenza di certificati di prevenzione incendio; mancanza di certificati di conformità degli impianti tecnologici, compresi quelli rilevanti ai fini della prevenzione incendi; presenza di elementi architettonici, in particolare uscite di sicurezza, non conformi alle norme di prevenzione incendi; lacune relative alla accessibilità dei locali scolastici agli utenti portatori di handicap; infissi finestrati obsoleti con modalità di apertura pericolosa per gli utenti; malfunzionamento dell'impianto idrico fognante e di climatizzazione; danneggiamento delle finiture a pavimento, parete e copertura che potrebbero causare danni agli utenti».
OBIETTIVI
A fronte di questo scenario, obiettivo della progettualità è «garantire l'adeguamento dell'edificio scolastico alle norme vigenti - fa sapere l'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante - , confermando il nostro pieno impegno nel settore dell'edilizia scolastica fra nuove scuole e mense da realizzare, nonché riqualificazione dei plessi esistenti».





