Amet Spa dovrà pagare circa 300.000 euro alla curatela Gerseb per il soddisfacimento dei suoi creditori. Lo ha deciso la Quinta sezione del Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso in appello della curatela, difesa dagli avvocati Michele Dionigi e Sebastiano De Feudis, contro la ex municipalizzata di piazza Plebiscito, difesa dall'avvocato Franco Gagliardi La Gala.
Riformata così la sentenza del Tar Puglia del 7 febbraio 2019, favorevole ad Amet, in merito alla vicenda dell'acquisto, poi sfumato, di un capannone in via Papa Giovanni XXIII di proprietà della società Gerseb, per trasferirvi la sede aziendale di Amet, destinata a lasciare piazza Plebiscito dove il Comune avrebbe voluto realizzare un centro congressi con annesso teatro.
I fatti partirono nel 2009. Amet bandì la gara per la sede, vinta da Gerseb, che vi effettuò lavori di lavori di adeguamento per 900.000 euro. L'acquisto, però, sarebbe dovuto avvenire con una successiva procedura pubblica tramite leasing, che però andò deserta. Amet non bandì una nuova gara, dichiarò chiuso il procedimento di trasferimento dell'azienda e la Gerseb la citò in giudizio per il danno procurato.
Per il Consiglio di Stato, contrariamente al giudice di prime cure, Amet avrebbe immotivatamente chiuso la procedura, mancando di correttezza e determinando conseguenze patrimoniali pregiudizievoli per la Gerseb.
Il risarcimento, è stato stabilito in un terzo del valore documentato dei lavori, e dunque in circa 300.000 euro che Amet dovrà versare alla curatela.
