Crollo luce. È la fotografia di Amet nei giorni della staffetta dei suoi consigli di amministrazione. Di certo, l’ex municipalizzata si appresta a vivere la fase più critica della sua storia ultracentenaria alla vigilia del passaggio definitivo di tutte le utenze dal mercato tutelato a quello libero.
Nella relazione rilasciata dal presidente uscente, Renato Nugnes, si apprende ufficialmente che l'esercizio 2022 si è chiuso con una perdita prima delle imposte di 2.185.000 euro e deriva sostanzialmente da una perdita del settore elettricità di 2.389.000 euro.
«Il risultato di esercizio - spiega il Cda uscente - risente della imprevedibile impennata dei prezzi dell'energia dovuti alla guerra in Ucraina, della crisi energetica, ma anche di una importante svalutazione dei crediti dell’azienda. Il loro recupero (attraverso società esterna, ndr) è partito a fine novembre 2022 con percentuali che allo stato sono del 21%. Su tale base il Cda ha ritenuto di adeguare il fondo svalutazione dei crediti di circa 1.800.000 euro. Peraltro - aggiunge Nugnes - la morosità degli utenti finali penalizza fortemente la gestione dell'azienda.
Per quanto concerne l'energia elettrica venduta in città in regime di mercato tutelato, ha facendo registrare un decremento del 22,1% rispetto a 2021 a causa del passaggio forzoso di circa 700 utenti con potenza superiore a 15 kilowattora. Lo stesso percorso è avvenuto da aprile 2023 con il passaggio altrettanto automatico degli utenti partite Iva con potenza inferiore a 15 Kw. Nel frattempo centinaia di utenti domestici sono già passati al mercato libero, anche avvertendo la pressione mediatica di tale operazione.
