Un famoso quotidiano ha reso recentemente omaggio ai principali artisti pugliesi dimenticandosi letteralmente di Walter Chiari, che pure aveva ripetutamente celebrato la sua Andria addirittura parlando in dialetto andriese in alcuni suoi lavori e dichiarandosi ripetutamente orgoglioso delle sue origini, senza mai rinnegarle.
Alla vigilia del centesimo anniversario della sua nascita, avvenuta l'8 marzo del 1924, Domenico Palattella ha scritto un libro - Walter Chiari Cento e lode (Dellisanti editore) - che rende giustizia alla grandezza di questo personaggio ed apre un fronte di autocritica nei confronti di tutti noi, che forse non lo abbiamo valorizzato abbastanza soprattutto in vita, quando magari ci siamo più interessati alle vicende sentimentali e di cronaca e non alla sua enorme dimensione artistica.
Palattella ha presentato il suo volume al circolo del cinema Dino Risi, insieme con il critico cinematografico Raffaello Castellano e, in qualità di moderatrice, la dottoressa Jolanda Peluso. Ha introdotto, a nome del circolo, Lorenzo Procacci Leone.
«Walter Chiari è la poliedricità in persona, l'improvvisazione che si fa arte - ha ricordato Peluso -. Grande attore e seduttore, dalla storia con Ava Gardner all'amore per Alida Chelli, che gli regalò il figlio Simone. Vita sregolata, sperperò tante delle sue fortune ma fu il fautore della presenza del pubblico negli studi televisivi e ancora di più amante del teatro: fu sul palcoscenico ogni anno della sua vita artistica, fino al 1991 in cui morì».
«Per rendere l'idea del valore di Chiari - ha detto a sua volta Palattella - basti ricordare che recitò per tre mesi consecutivi in inglese negli Stati Uniti. Questo avvalora il fatto di quanto fosse grande l'artista a dispetto dell'interesse dell'opinione pubblica, soprattutto con riferimento alle relazioni sentimentali ed alla cronaca».
Il riferimento è al 22 maggio 1970, quando Chiari fu arrestato con Lelio Luttazi con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: fu prosciolto sette anni dopo perché gli fu riconosciuto il solo consumo, che lui non aveva mai negato al fine di migliorare le prestazioni sessuali. «La vicenda lo privò di tanto lavoro e lo segnò - ha ammesso l'autore - , insieme con lo smacco della Coppa Volpi, assegnata a Carlo Delle Piane per volere di Ciriaco De Mita, e le conseguenti depressione e solitudine: forse anche tutto questo concorse alla morte improvvisa per infarto».
Per Raffaello Castellano, «la grandezza di Walter Chiari è stata fare ridere nonostante fosse un bell'uomo e non avesse tratti caratterizzanti. Bello anche l'orgoglio di appartenenza alla Puglia ed alla sua Andria, che nel 2011 gli ha intitolato una via in segno di riconoscenza per le sue radici mai rinnegate, al punto da portare Ava Gardner ad Andria e parlare il dialetto andriese in varie occasioni». Presenti per l'occasione l'assessore alle culture del Comune di Trani, Lucia De Mari, e Giovanni Vurchio, presidente del consiglio comunale di Andria, nella cui sala consiliare l'8 o il 9 marzo prossimi il libro sarà presentato nell'ambito di una cerimonia dedicata a Walter Chiari proprio in occasione del centesimo anniversario della nascita.








