«La strada vecchia l'ho abbandonata. Checché si dica sul mio conto a me mi rimbalza tutto. Se faccio ancora paura? Non lo so, non lo voglio sapere, sento di avere dentro ancora 18 anni e so quello di cui sono capace. Sono diventato l'uomo più tranquillo al mondo, non voglio avere a che fare più niente con alcuno, ma non mi devono risvegliare». Così Salvatore Annacondia, ex boss tranese della malavita meridionale intervistato da Giulio Golia nel programma Le Iene di questo 5 marzo.
Nei circa dieci minuti di conversazione la figura apicale della criminalità organizzata fino a 30 anni fa ha risposto alle domande del giornalista in un pezzo che ne ha ricostruito l'ascesa al vertice, l’efferatezza degli omicidi, i suoi legami con le principali consorterie criminali e la scelta finale di collaborare con la giustizia cambiando nome, città e vita.
Oggi quell'uomo è ritornato ad essere anagraficamente Salvatore Annacondia, ma continua ad affermare di volere vivere tranquillo a patto che tutti lasciano tranquillo lui, il cui primo pensiero è la famiglia ed il secondo la sua attività. Il racconto lucido e spietato dei suoi omicidi è parso un chiaro monito a chiunque a non provare ad interferire nelle sue cose.
Annacondia era stato intervistato ad ottobre 2021 anche da Antonio Procacci per la trasmissione Il graffio, di Telenorba, con successivo dibattito in studio che vide animarsi particolarmente il possibile candidato sindaco di Bari Michele Laforgia.
E c’era ospite anche Pasquale Drago, il magistrato che fece arrestare Annacondia e la cui figlia Valentina, insieme con Emma Barbaro, sempre nel 2021 ha dato alle stampe un libro - Manomozza -, che a sua volta richiama gli scenari della malavita locale con un ampio capitolo dedicato proprio ad Annacondia.
Nel podcast l'audio del pezzo delle Iene. Qui il link al video.



