Arriva il Giovedì santo e parte ufficialmente il triduo pasquale. Questo 28 marzo la Diocesi di Trani può celebrare la riapertura della basilica cattedrale con la tradizionale festa del clero diocesano.
Infatti, durante la mattina del Giovedì santo non si celebra l’eucarestia nelle parrocchie, ma si officia un’unica messa, detta “del Crisma” (ore 10), particolarmente significativa perché sottolinea la dimensione della Chiesa come “comunità e popolo di Dio”: in essa si consacrano gli oli santi ed i presbiteri rinnovano le promesse effettuate al momento della loro ordinazione.
A questa messa, che vuole significare l'unità della Chiesa raccolta intorno al proprio vescovo, sono invitati in particolare tutti i presbiteri della diocesi i quali, dopo l'omelia del vescovo, rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione sacerdotale. Ed il vescovo consacra gli oli santi: il crisma; l'olio dei catecumeni; l'olio degli infermi. Sono gli oli che si useranno durante tutto il corso dell'anno liturgico per celebrare i sacramenti.
In serata invece, in cattedrale, parrocchie e rettorie con comunità religiose di Trani, “Messa in Coena Domini” durante la quale si fa memoria dell'istituzione, da parte di Gesù, dell’Eucarestia e dell’Ordine sacro. La messa si celebra, anche, nelle parrocchie e rettorie di Sant’Antonio e Madonna del Carmine, le uniche in cui il rito è ammesso in quanto sedi di comunità religiose. Quest’anno l’arcivescovo ha scelto di celebrarla all’ospedale civile di Bisceglie.
Al termine della celebrazione i ministri cambiano il colore liturgico, assumendo il viola, e ha luogo il rito della spoliazione degli altari e la velatura delle croci. Gli altari restano senza ornamenti e le campane silenti. A fine messa, il sacramento viene “riposto” negli “altari per l’adorazione del Santissimo” per la venerazione dei fedeli, oggetto di un incessante pellegrinaggio serale.
Alle 3, con partenza dalla chiesa di Santa Teresa, ritorna la processione di penitenza dell’Addolorata, cui la cittadinanza tranese serba sentita e particolare devozione. Peraltro, si tratta di una delle processioni del periodo di Pasqua più suggestive di tutta la Puglia.
