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L'associazione Cignarelli: «Il teatro serve ai giovani ma, quando se ne parla, i giovani non ci sono»

Si è svolta in Biblioteca Comunale Giovanni Bovio a Trani, il 27 aprile 2024, l’atteso convegno su “Morte e Rinascita del Teatro Comunale di Trani” co-organizzato dall’Associazione Prof. Mauro Cignarelli-ODV ETS e dal Comune di Trani. In rappresentanza dell’amministrazione comunale è intervenuta Lucia De Mari, assessore alla Cultura.

La manifestazione è stata voluta da venti associazioni tranesi chiamate a raccolta dal Circolo Cignarelli, una sorta di “piazza virtuale” che si riunisce settimanalmente in via Cavour 58, richiamando cittadini comuni e rappresentanti delle associazioni tranesi, per discutere su  temi rilevanti per la città. Tra i temi in discussione anche il progetto di un nuovo teatro comunale a Trani,  che ha prodotto la stesura di un protocollo d’intesa, in cui si chiede di partecipare a un tavolo di co-progettazione  con l’amministrazione comunale per seguire tutte le fasi dalla progettazione alla realizzazione e alla gestione del nuovo teatro che sorgerà verosimilmente dalle fondamenta del vecchio Supercinema (cfr https://ilgiornaledelcircolo.it/il-nuovo-teatro-cittadino-di-trani-atto-secondo/)

Ha aperto il convegno l’intervento di Antonio Sasso, presidente dell’Associazione Prof. Mauro Cignarelli, che ha presentato al pubblico la neonata associazione,  illustrandone in breve  la mission (basata sull’urbanistica partecipata), le attività (i dibattiti del  Circolo, il Giornale-blog, la petizione per intitolare al prof M. Cignarelli uno spazio aperto della città, un parco o una baia lungo la costa) e i 4 obiettivi: proporre progetti per rendere Trani città più “green”, più vivibile, più attrattiva per i giovani,  i turisti e gl’investitori; e promuovere attraverso gli articoli del Giornale, i dibattiti in presenza e sui social, l’organizzazione di eventi pubblici, un risveglio culturale e un maggior impegno sociale e civile da parte dei concittadini.

Stefano Di Tondo (storico) ha esposto la storia del vecchio teatro S. Ferdinando di Trani che fino a 81 anni fa occupava l’attuale piazza Teatro, prima di essere danneggiato gravemente dal bombardamento del 27 aprile 1943.

150 anni di storia riassunti in modo avvincente in mezz’ora. Il nostro teatro fu costruito in un solo anno tra il 1792 e il 1793. Per 80 anni fu l’unico teatro della Puglia e uno dei pochi del Regno di Napoli. La sua costruzione, per iniziativa di tre privati, rappresentò l’offerta lungimirante e di alto valore culturale alla forte domanda di teatro che proveniva dalla ricca e colta comunità tranese. Infatti, già da qualche decennio, fin dal 1722, si svolgevano a Trani rappresentazioni teatrali in modo precario in un grande salone del seminario cittadino, promosse dall’ Accademia dei Pellegrini.

La costruzione dell’edificio su un terreno acquitrinoso (allo sbocco del Torrente Antico) creò tuttavia problemi di stabilità alla struttura nel corso del tempo, determinando periodi di inagibilità e perfino crolli, sempre comunque risolti con interventi efficaci. Fino al bombardamento del ’43.

Ha preso poi la parola Mario Schiralli, ex-direttore della biblioteca G. Bovio ed ex-corrispondente del giornale la Gazzetta del Mezzogiorno, profondo conoscitore di ” tranesità”, che ha rievocato gli accadimenti intorno al teatro distrutto, nel dopoguerra e in epoca successiva.  Nel ’58 i ruderi vennero rimossi e l’area diventò una piazza. Alla fine degli anni ’70 un progetto di riedificazione venne approvato, furono eseguiti lavori di scavo, che si bloccarono però per l’affioramento di una falda acquifera. Si cercò di sopperire alla costruzione delle fondamenta tramite l’impianto di numerosi pali di cemento a mo’ di palafitte, ma i costi si fecero proibitivi e l’impresa fu abbandonata. L’area fu di nuovo interrata e coperta poi da una pavimentazione in pietra. L’attuale piazza Teatro.

Lucia De Mari, assessore alla Cultura del Comune di Trani, oltre a porgere i saluti istituzionali ha raccontato gli atti messi in opera dall’amministrazione per l’acquisto dei due ex-cinema cittadini, l’Impero e il Supercinema, spiegando che il primo diventerà un centro polifunzionale, di proiezioni cinematografiche, sala congressi e teatro amatoriale. Mentre il Supercinema, caratterizzato da un palco molto ampio e una ricettività assai capiente giocoforza sarà il nuovo teatro comunale. L’amministrazione è impegnata attualmente ad esperire le pratiche di acquisto da privati davanti al notaio, e si prevede un esborso di 1,7 milioni di euro, con accensione di un mutuo trentennale con la Cassa Depositi e Prestiti. Certamente –ha assicurato- la fase ulteriore prevederà il confronto con le associazioni cittadine sulla progettazione del nuovo teatro.

Ultimo relatore, Luigi Pedaci, musicista, informatico e autore di software gestionali per teatri, ha illustrato il progetto del Circolo Cignarelli: affiancare al teatro, luogo di rappresentazione, una scuola o accademia per professionisti dello spettacolo (attori, musicisti, danzatori, registi, fonici e altre professionalità), affinchè il teatro diventi anche luogo di produzione degli spettacoli. Un’attività formativa di rilievo che potrà creare un importante indotto economico e ridare prestigio culturale alla città.

Le relazioni si sono svolte davanti a un pubblico attento e qualificato, tra cui spiccava la presenza del celebre pittore italo-argentino Norberto Iera, che da quarant’anni ha eletto Trani la sua seconda casa (la prima a suo dire è il mondo). Proporzionalmente c’erano però più persone mature che giovani.

Il dibattito che ne è seguito è stato vivace e si è incentrato soprattutto sull’ importanza di una sana gestione che dovrà caratterizzare il nuovo teatro e sulla formazione molto qualificata, e non mediocre, che dovranno ricevere i futuri professionisti dello spettacolo; necessariamente la scuola dovrà richiamare i migliori docenti italiani e stranieri.

Più di qualcuno ha fatto inoltre notare la necessità di attirare più giovani alle manifestazioni pubbliche su temi importanti come il teatro. Al riguardo i social media e soprattutto una web-TV potrebbero svolgere il ruolo fondamentale di avvicinare il pubblico giovanile.

In chiusura il presidente dell’associazione ha proposto un impegno: organizzare ogni 27 aprile in avvenire una giorno della memoria per i tranesi, per ricordare quella giornata del 1943, ma soprattutto per misurare la distanza che ancora separa dal raggiungimento dei due obiettivi: ricostruzione del teatro e istituzione della scuola dei professionisti dello spettacolo.

Mentre sullo sfondo resterà sempre l’obiettivo visionario fondamentale, di contrastare la diaspora dei giovani e il declino della città. Prima che sia troppo tardi.

Antonio Sasso


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