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Carrabba (Aea): «Disponibili a collaborare per la rimozione dell’eternit ancora presente in città»

A ben 32 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92 che bandì la commercializzazione e l’uso dell’amianto, dobbiamo ancora constatare che, sebbene non sia stato più posto in opera, nulla è stato fatto per le bonifiche che pure i successivi D.M.6.9.94 e il P.R.A. avevano previsto.

L’amianto è causa di gravi patologie che conducono alla morte.

I dati diffusi dall’OMS riferiscono che nell’ultimo decennio in Italia sono morte circa 60.000 persone a causa di malattie correlate all’amianto.

Le malattie asbesto-correlate hanno tra le caratteristiche la lunga latenza (venti/trenta anni) e duole dover considerare che tanti soggetti, esposti al rischio delle mancate bonifiche, oggi giovani e giovanissimi potrebbero vedere insorgere un domani, ancor giovani, patologie dagli esiti infausti.

Le bonifiche dell’amianto, ora più che mai, devono essere perseguite con grande determinazione, perché la consapevolezza che comunque prima o dopo si dovessero fare, ha indotto i proprietari dei siti contaminati a disattendere anche gli obblighi delle manutenzioni ordinarie che potevano evitare quell’ammaloramento ormai divenuto irreversibile.

Accade così che a queste associazioni, che perseguono l’obiettivo della totale e definitiva bonifica dell’amianto sul territorio e nel Paese, siano arrivate segnalazioni di coperture in cemento-amianto in avanzato e inequivocabile stato di degrado, motivo per il quale si rende urgente intervenire senza ulteriori indugi e tergiversazioni. Ci riferiamo ai capannoni nei pressi dell’isola ecologica, di fronte ad un condominio abitato e ad un altro sempre in zona con accesso dalla parallela via Barletta a poca distanza da altri condomini. Per non dire poi della copertura sempre in cemento-amianto nei paraggi dell’ex macello comunale, o forse proprio in quella vecchia struttura ormai fatiscente. Stesso discorso vale per i capannoni presenti nelle vicinanze della Parrocchia S. Maria delle Grazie (Cappuccini per intenderci) ove alcuni condomini densamente abitati, affacciano a sud su distese di cemento-amianto di dimensioni notevoli, in estremo stato di degrado, ahinoi ben visibili anche dal Piano Alto del Comune.

Tuttavia, la sorpresa che ci ha fatto sobbalzare sulla sedia è stata la segnalazione di un’altra copertura nel centro storico per la quale risulta l’ordinanza n.4 del 13.01.2020, a firma del Dirigente dell’Area Urbanistica dell’epoca emessa dopo ben 9 mesi e mezzo dall’ispezione e constatazione compiuta il 27.3.2019 dalla Polizia locale col responsabile dipartimento ARPA BAT e dirigente SISP ASL BAT, tuttora non OTTEMPERATA!

La tutela della salute è un diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività riconosciuti dalla nostra bella Costituzione (art.32): disattenderli è un atto sleale dei proprietari, degli amministratori, di tutti i presidi di responsabilità collettiva verso i cittadini!

Da cittadini e anche da sentinelle della comunità, come il procuratore della Repubblica dr. Nitti suole definire gli operatori della Cittadinanza Attiva, vorremmo vedere:

vivificata la lealtà di chi ha l’obbligo di tutelare la salute dei cittadini e con altrettanta magnificenza degli annunci delle opere faraoniche nella nostra città, annunciata anche l’avvenuta bonifica dei siti citati, tanto per cominciare;

un preciso impegno di bonifica di tutti i siti contaminati per i quali siamo disponibili a collaborare per il loro censimento.

Trani, 31 maggio 2024.

Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute (Portavoce BAT Antonio CARRABBA)

CODACONS Sede locale di Trani (Avv. Nicola ULISSE). 


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