Sulla mobilità nella nostra città già da tempo avremmo dovuto incamminarci verso un futuro da programmare e governare. Trani ormai è sotto scacco dello strapotere degli automobilisti. Purtroppo, non ci risultano studi specifici che riferiscano come sia collocata la nostra città nelle classifiche di maggiore densità di circolazione dei veicoli privati di residenti, ai quali nei fine settimana se ne aggiungono altre centinaia attirati dalla movida: la realtà è che siamo in presenza di una situazione altamente critica.
La conseguenza è che assistiamo a comportamenti degli automobilisti ormai fuori controllo, dei quali tentare una elencazione lascerebbe fuori infrazioni e abusi che la fantasia e la smania di parcheggio ispirano, in spregio di tutto, di fronte all’evidente impossibilità di trovare un posto di sosta consentita.
La strada del futuro esigeva già da troppo tempo una attenta riflessione e la conseguente programmazione. Trani è ormai soffocata dalle auto e sconta errori recenti e remoti oltre alla scarsa attenzione alla mobilità che per esigenze e stili di vita doveva essere affrontata diversi anni fa nella innegabile circostanza che la nostra è una città prevalentemente pianeggiante da vivere gradevolmente il più possibile a piedi.
Invece crediamo proprio che l’Obiettivo 11 - Agenda 2030 verso le città sostenibili, sia per Trani una vera chimera.
Il tempo inutilmente lasciato trascorrere dall’Amministrazione comunale da luglio 2022, quando il Dipartimento dell’Ingegneria dell’Impresa dell’Università Tor Vergata di Roma, dopo un periodo di osservazione del biennio 2018/2020, aveva recapitato al Comune di Trani un Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per la successiva elaborazione del PIANO URBANO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE, ha provocato un aggravamento della situazione oltre a rendere superati e parzialmente inattendibili oggi dati ormai vecchi da due a quattro anni.
Imbarazzante poi l’approccio dell’Assessore all’Ambiente che scambia un documento preliminare per la verifica di assoggettabilità a VAS per un vero e proprio PUMS, lo invia alle associazioni della Consulta, comprese quelle da lui stesso dichiarate decadute a norma di regolamento per reiterate e ingiustificate assenze alle riunioni per alcune e per rinuncia/dimissioni di altre, e le invita a formulare entro 30 giorni osservazioni nel merito del provvedimento.
Quanto alla partecipazione civica delle associazioni, espressioni delle comunità cittadine, la Regione Puglia nel 2012 aveva legiferato in merito prevedendo all’art. 8, comma 1, lettera e) della L.R. 44/2012 che fossero inviati alla Regione anche gli esiti del processo partecipativo e cioè: “i contributi, i pareri e le osservazioni pertinenti al piano o programma, eventualmente già espressi dai soggetti competenti in materia ambientale e dagli enti territoriali interessati, nonché gli esiti di qualsiasi altra forma di consultazione e partecipazione pubblica già effettuata”.
Già nella lettera del 6.5.2024, in seguito all’interessamento sollecitato dalla nostra associazione, il Servizio Autorizzazione Ambientali rammentava al Comune le “Indicazioni metodologiche per le attività di comunicazione, ascolto, partecipazione e decisione” delle Linee Guida regionali per la redazione dei PUMS”, ribadendo quanto la partecipazione pubblica fosse elemento fondante, non trasversale, dell’iter procedurale di formazione del PUMS e invitava l’amministrazione ad attivare le procedure secondo norma, dando evidenza del processo partecipativo.
Insomma, un vero pasticcio che mostra anche carenze conoscitive del processo di formulazione di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
Il procedimento di pianificazione, infatti, costituisce una risultanza amministrativa estremamente complessa. La fase dell’istruttoria è di fondamentale importanza nei procedimenti di pianificazione come nel caso del PUMS in quanto è in questo momento che comincia a delinearsi la volontà dell’amministrazione nel caso concreto.
Essa è soggetta a mutamenti e verifiche fino al momento in cui verrà tradotto in un atto giuridico finale scaturente dalla selezione delle varie soluzioni in concreto emerse.
Alla luce delle argomentazioni sopra articolate appare completamente diluita l’attività preliminare di determinazione di indirizzi dettati dall’organo che ha potere decisionale e sono rivolti all’ufficio che conduce l’istruttoria al fine di ridarne l’attività.
Manca quindi completamente la consultazione programmatica della Consulta nella quale avrebbero dovuto essere fissati i criteri di impostazione del piano e gli elementi conoscitivi utili alla decisione.
L’Associazione Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS attraverso una PEC inviata anche al Sindaco e alla Regione invita l’Assessore all’Ambiente, in qualità di presidente della Consulta Ambientale, a convocare con urgenza l’organismo consultivo citato per procedere a quanto previsto dalle norme in relazione soprattutto alle notevoli criticità di cui innanzi che la mobilità della città denuncia.
Trani, 29 settembre 2024
Associazione Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS
