«Giorgio Gaber, insieme con Sandro Luporini (pittore e scrittore che gli lavorò strettamente al fianco, coautore di tutti gli spettacoli teatrali e delle sue canzoni più evocative, ndr) è un classico della cultura italiana soprattutto grazie al suo teatro-canzone con cui ha fatto la differenza». A dirlo è Paolo Dal Bon, presidente della fondazione Giorgio Gaber che questo sabato, 5 ottobre, alle 20.30, sarà al Gaber club di Trani, in via fra' Diego Alvarez, per parlare della figura del grande artista milanese davanti al sempre folto competente pubblico del sodalizio presieduto da Chicca Dadduzio.
La serata vuole ripercorrere 40 anni di intensa attività artistica dell'indimenticato cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista, attore e regista teatrale, focalizzandone soprattutto «la sua utilità per leggere il presente - spiega Dal Bon -, con particolare riferimento ai giovani che, rilevo, si stanno sempre più numerosi accostando a lui perché fa parte di una generazione eccezionalmente dotata e portatrice di un livello culturale nettamente più alto rispetto a quello che registriamo oggi».
Dunque, un Signor G di estrema modernità nella sua vastissima produzione, della cui divulgazione la fondazione si occupa in lungo e largo fra progetti editoriali, discografici, archivio e mostre dell'amplissimo materiale. E poi tanti incontri in giro per l'Italia, ma pochi in veri e propri Gaber club come quello di Trani.
