Nella geometrica costruzione della consapevolezza artistica rimbalza nell’intimo umano la coscienza estetica, la stessa si struttura attraverso la visione del bello e prende forma sollevando emozioni nell’universo dei valori.
Roberta De Monticelli è stata docente di Filosofia moderna e contemporanea all’Università di Ginevra, e dal 2003 ricopre la cattedra di Filosofia della persona presso la Nuova Facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano e Francesca Forlè di origine tranese, ricercatrice a tempo determinato (RTD-A) in Filosofia teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano è Managing Editor della rivista Phenomenology and Mind e membro del centro di ricerca PERSONA e del centro di ricerca gender dell’Università Vita-Salute San Raffaele, presentano attraverso il libro «La felicità dello spettatore. Lezioni di estetica fenomenologica» edito Garzanti, un dibattito aperto dedicato allo studio della fenomenologia.
Spiegano le autrici: «Come si ascolta la musica? Come si osserva un dipinto? Come si legge un poema? Come si guarda un film o una pièce teatrale? Come si esplora un’installazione di realtà virtuale? La fenomenologia insegna a fare esperienza di ogni cosa nel modo più giusto e più felice, cioè adeguato a quel tipo di cosa, a come essa chiede di essere esperita. Queste lezioni propongono un’estetica dal punto di vista di chi siede in platea o legge un romanzo – e se ne lascia leggere. Ma oltre a essere una disciplina della contemplazione sensoriale e affettiva, la fenomenologia è anche una passione per le distinzioni fondate, capace di confrontarsi con la più esigente filosofia analitica: che cosa distingue i mondi dell’arte e la loro esperienza? C’è qualcosa che tutti hanno in comune? E infine: la bellezza non salverà il mondo, che oggi ne distrugge più di quanta ne crei; ma c’è qualcosa che la fa essenziale – almeno per le nostre vite?».
