La manifestazione di ieri in piazza della Repubblica sui lavori in corso per la realizzazione del percorso pedonale Costa sud, da Matinelle a Lama, ha messo in luce un inatteso tra due diverse visioni sull'uso e la protezione delle aree costiere della città.
Da un lato, i giovani attivisti del comitato "Salviamo il posto magico", guidati da Ginevra Cerrai, hanno espresso forte preoccupazione per la preservazione delle Conche, un'area che considerano un'oasi di biodiversità e bellezza naturale.
Dall'altro lato, Michele Di Gregorio, attivista storico di Legambiente e attuale vice presidente del consiglio comunale, che ha difeso le opere in corso qualificandole come necessarie per la sicurezza della falesia e per garantire l'accesso alla spiaggia a tutti i cittadini.
Cerrai ha utilizzato un megafono per richiamare l'attenzione sulla minaccia che i lavori rappresentano per la fauna e la flora locali, citando «il rischio di danneggiare anche impronte di dinosauri e altre caratteristiche naturali uniche. Serve un impegno collettivo per proteggere l'area da un intervento invasivo e non conforme agli impegni iniziali».
Di Gregorio ha sottolineato che «i lavori sono autorizzati e mirano a mettere in sicurezza la falesia, senza compromettere l'ambiente circostante. Non si tratta di una "colata di cemento", ma di un intervento pensato per garantire la sicurezza dei visitatori e per preservare l'ecosistema locale, vietando l'accesso ai veicoli e strutture commerciali».
Nelle prossime ore, intanto, Vincenzo Di Trani protocollerà a Palazzo di città una petizione con oltre 1.200 firme: «Le ho raccolte tutte sul posto e questo dimostra il fatto che la spiaggia non è inaccessibile alla moltitudine dei cittadini, come l’amministrazione ci dice. Io la frequento da più di trent’anni e me ne sono sempre occupato, da solo e con altri volontari, per tenerla pulita e sistemata».



