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Ambiente, gli architetti Bat: «Nuove generazioni escluse dalle decisioni»

Al tavolo delle decisioni sul futuro non ci dovrebbe essere solo il presente ma anche una componente forte che riguarda le prossime generazioni specialmente se si parla di ambiente. E’ quanto ribadito con forza nel corso dell’evento andato in scena a Trani “Parole costituenti: Ambiente” organizzato dagli ordini professionali provinciali della BAT degli Architetti, Ingegneri e Avvocati.

Una tavola rotonda, introdotta dal prof. Matteo Ieva docente di progettazione architettonica urbana del Politecnico di Bari, in cui l’ambiente è stato al centro del dibattito con i Procuratori della Repubblica di Trani e Bari rispettivamente Renato Nitti e Roberto Rossi che hanno analizzato il tema non solo dal punto di vista puramente giudiziario e giuridico ma anche ragionando dal punto di vista della responsabilità di tutti nei confronti delle generazioni future.

Il Procuratore Nitti, per esempio, ha ricordato come la tutela ambientale sia entrata tra le parole fondanti della Costituzione solo nel 2022 dopo una gestazione durata almeno una cinquantina di anni e cioè dal quel 1972 quando le Nazioni Unite avviano un percorso di consapevolezza sul tema ambientale.

Sul tema, dopo tutti questi anni, ora c’è una sensibilità ed è questa una conquista secondo i procuratori di Trani e Bari anche se resta la continua violenza sul territorio operata da gente senza scrupoli e che fanno della Puglia una potenziale nuova Terra dei Fuochi. Ma la responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle generazioni future parte anche e soprattutto dai professionisti che operano nei più diversi settori, come gli Architetti.

«Le generazioni future non hanno una struttura giuridica – ha spiegato l’arch. Francesca Onesti, presidente della Commissione Cultura Ordine degli Architetti BAT – ma dovrebbero averla per il futuro del nostro paese ed il futuro della nostra terra. Noi per questo abbiamo una responsabilità enorme in qualsiasi gesto noi facciamo anche il piccolo progetto architettonico è una grande responsabilità. Dobbiamo aver molto chiaro il limite fra l'interesse del privato e l’interesse pubblico perchè l'interesse pubblico è il rispetto per l'umanità. Questo è l'ambiente quello che ci deve far star bene da un punto di vista morale, fisico insomma da tutti i punti di vista».

L’evento è stato promosso dalla Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti BAT assieme agli altri ordini professionali ed all’associazione Italia Nostra. «Noi come architetti in questo percorso siamo sicuramente considerati e soprattutto entriamo a piedi uniti – ha spiegato l’arch. Andrea Roselli Presidente Ordine degli Architetti BAT - perché noi siamo coloro che in qualche maniera con le nostre progettualità andiamo a modificare l'ambiente ed il territorio. Quindi attraverso una buona architettura possiamo far sì che si riesca a migliorare la qualità della vita. Soprattutto il nostro ruolo è anche quello di sensibilizzare la comunità attraverso una progettualità migliore che porti gli abitanti delle nostre città, delle nostre campagne, dei nostri luoghi a pensare ad un ambiente migliore per loro e per il futuro dei figli».

Tra i relatori anche il Professore di fisica tecnica e impianti al Politecnico di Bari Umberto Berardi, gli avvocati Alessandro Amato e Vittorio Triggiani, oltre al Professore di Diritto Penale all’Università degli Studi di Bari Vincenzo Muscatiello. Presente anche il Sindaco di Trani Amedeo Bottaro.


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