La città di Trani si stringe nel ricordo di Alfredo Albanese, il giovane e valoroso commissario di Polizia tranese brutalmente assassinato dalle Brigate Rosse a Mestre il 12 maggio 1980. In questo 45° anniversario della sua tragica scomparsa, la comunità locale e l'intero Paese rinnovano il cordoglio per una perdita così grave.
A farsi portavoce di un sentimento ancora vivo e profondo è Domenico De Simone, amico d'infanzia di Alfredo Albanese, che ha voluto affidare al Giornale di Trani un suo toccante ricordo. Nelle sue parole cariche di emozione, De Simone ripercorre con dolore quel giorno fatale, esprimendo amarezza per il fatto che gli autori di un crimine così efferato oggi vivano in libertà. Una realtà che lo spinge a una riflessione critica sul concetto di giustizia e sull'evoluzione della società.
"Un tempo sarebbero usciti dal carcere 'solo con i piedi in avanti' come tutti coloro che 'uccidevano' indipendentemente da motivazioni e/o cause!", scrive con accento malinconico Domenico De Simone, tracciando un solco tra la severità del passato e le dinamiche attuali dei diritti umani e della democrazia.
Il legame affettivo con Albanese traspare nitidamente nel suo ricordo, che si estende anche ad altre due figure significative della loro giovinezza tranese: il professor Vito Tandoi, lodato per la sua "scienza e coscienza", e Renato Contestabile, descritto come un instancabile "vero lavoratore in tutta Italia e soprattutto all'estero". Un trio di amici uniti da un solido affetto e da profonde radici nella terra di Trani.
Il Giornale di Trani, accogliendo la richiesta di Domenico De Simone, si unisce al ricordo di Alfredo Albanese. Un uomo che ha sacrificato la propria vita in nome della giustizia e del servizio allo Stato. La sua memoria e l'affetto dei suoi cari continuano a onorarne l'esempio, a distanza di 45 anni da quel tragico 12 maggio.
