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Ragazzine maltrattano tartarughe villa: richiamate, insultano

Oggi pomeriggio, nella nostra villa comunale, ci siamo trovati davanti a una scena che ci ha lasciati increduli e profondamente amareggiati. Due ragazzine, non più grandi di 13 o 14 anni, erano chine sulla fontana dove vivono da tempo diverse tartarughe. A prima vista sembravano semplicemente incuriosite, ma quando ci siamo avvicinati, abbiamo capito che stavano afferrando le tartarughe per poi lanciarle in aria e farle ricadere nell’acqua. Ripetutamente. Senza alcun rispetto per questi poveri animali.

Quando abbiamo provato a far notare loro quanto fosse sbagliato quel comportamento, la risposta è stata surreale: “Tanto una è già morta”, ovviamente abbiamo cercato invano di capire se realmente fosse così poiché le tartarughe erano quasi tutte immobili per la paura. Come se non bastasse, al nostro tentativo di farle ragionare, ci hanno anche insultato. Solo quando hanno capito che stavamo chiamando i vigili urbani si sono date alla fuga, lanciandoci addosso un’ultima raffica di parolacce e dileguandosi verso il lungomare.

Il tutto è avvenuto sotto gli occhi attoniti di una famiglia di turisti che stava civilmente osservando la fontana. Ci siamo sentiti tutti profondamente in imbarazzo: per la scena in sé e per l’immagine che abbiamo dato della nostra città.

Abbiamo comunque segnalato l’accaduto ai vigili, anche se ormai le ragazze si erano dileguate. Ma il problema è ben più ampio e non si risolve con una sola segnalazione. Ogni giorno, chiunque frequenti la villa sa cosa succede attorno a quella fontana: orde di ragazzini che la trattano come un parco giochi, lanciando oggetti, disturbando gli animali, lasciando rifiuti ovunque. È uno spettacolo indegno, e non è più tollerabile.

A questo punto una domanda sorge spontanea: se non siamo in grado di garantire la sicurezza e il benessere di queste tartarughe, perché continuare a tenerle lì? Che senso ha esporle alla mercé di chiunque, come se fossero attrazioni da baraccone? Se il Comune non è in grado di occuparsene seriamente, sarebbe forse più giusto affidarle a un’associazione o a un centro specializzato, dove possano vivere protette e curate. E la fontana torni a fare semplicemente il suo lavoro: essere una fontana, non uno zoo improvvisato.

La villa comunale è (o dovrebbe essere) un luogo di bellezza, relax, rispetto. Ma così com’è oggi, rischia di diventare simbolo di inciviltà e abbandono. Chiediamo un intervento concreto, non solo per il rispetto dovuto agli animali, ma anche per restituire un po’ di decoro e dignità a uno dei luoghi più belli e frequentati della città.

Lettera firmata (foto di repertorio)


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