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Frisio, il mare si ritira e si rivede l'«Acqua di Cristo». Video

Siamo fra Scoglio di Frisio e Grotta azzurra. Chi frequenta questo luogo da anni afferma che una scena come quella odierna non si vedeva da molto tempo: il mare si è ritirato notevolmente, lasciando emergere il fondale con centinaia di pietre che normalmente sono sommerse dall'acqua. Questa condizione, accentuata anche dal forte caldo, rende necessario camminare molto di più per fare il bagno rispetto alla quotidianità.

Inoltre, e soprattutto, il ritrarsi del mare ha determinato la ricomparsa della cosiddetta «Acqua di Cristo». L’acqua di Cristo di Trani, celebre fin dal 19º secolo, è una sorgente minerale leggermente salina situata sulla riva del mare. Descritta negli “Annali civili del regno delle Due Sicilie” del 1841, questa acqua è fresca, priva di bolle aeree e ricca di sali, principalmente soda e magnesia, con tracce di solfato di magnesio, solfato di soda e potassa, nitrato di potassa e soda e silice, senza acidi liberi o allumina.

Tradizionalmente veniva utilizzata sia come bevanda terapeutica, specie in estate, sia come rimedio per molte malattie: erpeti, piaghe alle gambe, carie ossee, edemi, fistole, problemi intestinali e oftalmie. La sua efficacia era attribuita più ai sali che alla presenza di mercurio, che alcuni credevano contenesse. L’acqua si assumeva in quantità variabili a seconda dell’età, con dosi minori nei bambini e maggiori negli adulti, e anche per usi esterni come bagni e semicupi.

Nonostante non fosse mai stata sottoposta a un’analisi rigorosa moderna, gli studi dell’epoca suggerivano che si trattasse di un’acqua alcalina salmastra con proprietà curative e anche impiegata nell’allevamento delle cozze lungo la costa, prima delle modifiche della linea di costa causate da interventi urbani. La sua fama di rimedio naturale si diffuse nei paesi vicini, anche grazie alle sue proprietà terapeutiche e alle applicazioni nelle terapie esterne.

Lo scenario odierno sembra così diventare un avvertimento importante: occorre intervenire il meno possibile sui luoghi del mare, per preservare l'ambiente naturale ed evitarne l'alterazione da parte di interventi antropici invasivi.

In particolare, per lo scoglio di Frisìo è prevista l'installazione di un'ampia pedana per facilitare l'accesso ai bagnanti con diversa abilità, con fondi e progetto già disponibili.

Tuttavia, i lavori non sono ancora iniziati quest'estate, e si spera che possano partire il prossimo anno, sempre rispettando le caratteristiche naturali del luogo.

L'odierna situazione di intensa bassa marea funge da monito: è importante essere prudenti e rispettosi dell'ambiente marino, intervenendo il meno possibile per conservarne la bellezza e l'equilibrio naturale.


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