Il Consiglio comunale di Trani ha approvato all'unanimità il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), documento che definirà le strategie ambientali cittadine e permetterà di accedere ai futuri fondi europei. L’assessora Paola Valente ha ricordato gli impegni assunti con il Patto dei Sindaci: ridurre del 55% le emissioni entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Il piano si concentra su mitigazione e adattamento, con interventi su efficienza energetica, mobilità sostenibile, gestione delle acque e tutela della costa.
Durante il dibattito non sono mancati rilievi politici. Il consigliere Branà ha criticato la scarsa partecipazione, l’assenza della Consulta ambientale e alcuni refusi nella delibera, definendo il PUMS «il terzo mistero di Fatima». Ha richiamato anche problemi irrisolti come gli allagamenti e la forestazione urbana. La consigliera Cornacchia ha sottolineato gli obblighi previsti anche per i privati e la necessità di una comunicazione più chiara.
Il dirigente Ricchiuti ha spiegato che la bozza del piano è stata pubblicata il 15 ottobre e che l’incontro del 29 ottobre era stato regolarmente annunciato. Ha chiarito che il PAESC non prevede una fase formale di osservazioni e che Trani ha già raggiunto «quasi l’80%» dell’obiettivo di riduzione delle emissioni. Il segretario generale Lazzaro ha illustrato le correzioni formali alla delibera.
In dichiarazione di voto, Branà ha confermato il sì «per senso di responsabilità». La maggioranza ha evidenziato il valore strategico del PAESC per orientare le politiche ambientali future e accedere ai finanziamenti europei.
