Il Consiglio comunale di Trani ha approvato con 24 voti favorevoli il bilancio di previsione per il triennio 2026-2028, l'ultimo prima delle elezioni della prossima primavera. Una manovra da oltre 290 milioni di euro in entrata e 225 milioni in uscita, che lascia un avanzo di amministrazione di 65 milioni di euro, molti dei quali vincolati per il progressivo rientro da debiti pregressi.
L'assessore al Bilancio Luca Lignola ha illustrato il documento: «Questo bilancio è stato costruito attraverso un primo bilancio tecnico fatto dalla dirigente della ragioneria che si è confrontata con i dirigenti delle varie deleghe del Comune. La situazione presenta continui margini di miglioramento».
Lignola ha sottolineato i risultati raggiunti nella gestione finanziaria: «Il bilancio usufruisce delle migliori condizioni venute a crearsi negli ultimi anni, in particolare la capacità dell'ufficio di effettuare pagamenti al di sotto del tempo medio di pagamento previsto e una forte riduzione dello stock del debito commerciale. Avevamo un debito commerciale nel 2022 di 2.842.000 euro, a 31 dicembre 2024 siamo a 389.784 euro».
Amedeo Bottaro e la sua amministrazione non sembrano orientati a terminare il mandato consumando tutte le risorse disponibili nel chiaro intento di ricercare consenso. Al contrario, intendono lasciare un avanzo di amministrazione più che consistente, pari appunto a 65 milioni di euro.
Sul fronte delle politiche fiscali, le previsioni di entrata si basano su aliquote e tariffe già definite in precedenti deliberazioni. Per il 2026 sono state confermate le tariffe dell'Imu e dei servizi a domanda individuale, garantendo continuità e stabilità nel rapporto fiscale tra amministrazione e cittadini. Le scelte adottate mirano a evitare aumenti della pressione tributaria, mantenendo un quadro coerente con le decisioni assunte negli anni precedenti.
Le previsioni di entrata sono formulate sulla base di analisi storiche, dell'andamento dei flussi finanziari e delle indicazioni programmatiche dell'ente. Le entrate correnti di natura tributaria costituiscono una componente rilevante del bilancio e per il 2026 ammontano a 39.533.334,70 euro, con una lieve flessione prevista negli esercizi successivi.
I trasferimenti correnti sono stimati in 9.121.471,57 euro per il 2026 e mostrano una riduzione nel biennio seguente, mentre le entrate extratributarie raggiungono 6.247.229,60 euro. Le entrate in conto capitale, destinate agli investimenti, ammontano a 7.055.799,26 euro nel 2026, con un significativo incremento nel 2027, quando superano i 47 milioni di euro, a conferma di una programmazione orientata al rafforzamento degli interventi strutturali.
Sul versante della spesa, le previsioni tengono conto dei flussi finanziari attesi e delle valutazioni economiche complessive. Le spese correnti, che comprendono personale, acquisto di beni e servizi, trasferimenti e interessi passivi, ammontano a 56.199.785,72 euro per il 2026. Le spese in conto capitale, destinate a investimenti e acquisizioni di beni durevoli, sono pari a 12.292.060,31 euro, con copertura finanziaria garantita fin dall'avvio degli interventi.
Il rimborso dei prestiti è quantificato in 780.462,36 euro per il 2026, mentre le anticipazioni di tesoreria, previste esclusivamente per esigenze temporanee di liquidità, ammontano a 13.969.885,05 euro annui.
Il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre dell'esercizio precedente è pari a 64.339.940,46 euro, con una significativa quota accantonata e vincolata. Non è previsto l'utilizzo dell'avanzo presunto nel triennio 2026-2028, scelta che rafforza la sostenibilità della gestione corrente.
L'approvazione del bilancio consente all'amministrazione di proseguire senza ritardi nel percorso di programmazione e gestione finanziaria dell'ente, completando così l'ultimo mandato con i conti in ordine e un avanzo significativo da lasciare alla prossima amministrazione.
