Unire cucina, intelligenza artificiale e inclusione sociale: è questo l’obiettivo del nuovo progetto promosso dall’associazione Time Aut grazie al supporto di Fondazione Megamark. Il percorso è coordinato da un team multidisciplinare composto da uno psicologo, uno chef e un informatico.
Il progetto si avvicina al linguaggio universale della cucina come strumento educativo e terapeutico, utilizzando l’intelligenza artificiale per supportare i ragazzi nella strutturazione delle attività. L’obiettivo non è solo la realizzazione di un piatto, ma la costruzione di competenze utili e spendibili nella vita quotidiana, favorendo autonomia, organizzazione e consapevolezza. Un’esperienza utile nella promozione di percorsi inclusivi e innovativi, capaci di valorizzare le abilità di ogni ragazzo.
Durante l’attività, i partecipanti hanno lavorato alla preparazione di un risotto con crema di zucca, guanciale croccante e riduzione di pecorino. Con l’aiuto dell’AI, i ragazzi hanno scritto e memorizzato i passaggi della ricetta, per poi metterli in pratica in cucina sotto la guida dello chef. Il percorso si è concluso con il lavoro sull’autonomia strutturale e sull’igiene personale, elementi fondamentali per rafforzare le competenze apprese.
"Lavoriamo sull’attesa, sulla qualità dell’intervento e sulla valutazione degli obiettivi raggiunti alla fine di ogni giornata. Abbiamo osservato che il supporto visivo facilita molto l’apprendimento, aiutando i ragazzi a visualizzare meglio le attività. Il confronto con i genitori è un elemento fondamentale. La diversità non è vista come un limite, ma come sviluppo di potenzialità" spiega Domenico Coratella, psicologo e coordinatore del progetto.
"La tecnologia rappresenta un grande supporto per ogni tipo di utenza e permette di destrutturare problemi complessi in piccoli passaggi chiari, facili da comprendere e riprodurre, adattandosi alle preferenze di ciascuno, che siano testuali o multimediali" aggiunge Stefano Di Luzio, informatico.
Soddisfazione anche da parte dello chef Riccardo Nenna: "i ragazzi si sono divertiti e hanno lavorato con grande impegno. Ringrazio l’associazione per aver creduto in questo progetto, che favorisce l’autonomia e la crescita personale. La cucina è un ambiente ideale per mettersi alla prova e dare il meglio di sé".



