Il dibattito sulla riforma della giustizia entra nel vivo nella città di Trani con la costituzione ufficiale dei comitati referendari legati alla separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Le diverse anime della società civile, dell'avvocatura e della politica si preparano così a un confronto serrato sui temi della riforma costituzionale, proponendo ai cittadini visioni diametralmente opposte sul futuro del sistema giudiziario italiano.
Sul fronte dei sostenitori della riforma, è nato il Comitato per il sì alla «separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti», un’iniziativa promossa dalla Camera penale di Trani. Il comitato ha raccolto l'adesione di numerosi esponenti dell’avvocatura penalista del foro, tra cui i legali Giuseppina Chiarello, Tullio Bertolino, Luca Gagliardi, Angelo Scuderi, Amleto Carobello e molti altri professionisti del settore. Secondo i promotori, questa riforma «avvicinerebbe l’Italia ai modelli più avanzati delle democrazie occidentali, garantendo un processo realmente equo grazie alla netta distinzione tra Pubblico Ministero e Giudice». Per il comitato, si tratta di una «scelta di civiltà giuridica, trasparenza e tutela effettiva dei diritti», e i suoi componenti si dicono già pronti a incontri pubblici e dibattiti per illustrare le ragioni del sì.
Parallelamente, si è già strutturato il fronte della contrarietà con la costituzione del Comitato comunale società civile per il no. Il coordinamento era stato sancito lo scorso 7 febbraio durante un incontro pubblico in biblioteca che ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Angela Arbore, presidente della sezione lavoro del Tribunale di Trani, il sostituto procuratore Giovanni Lucio Vaira e l'avvocato Michelangelo Pesce. Il comitato per il no vede una partecipazione eterogenea di associazioni e forze politiche. Tra i soggetti aderenti figurano l'Anpi con Felice Di Lernia, l'Auser con Alessandro Amoruso, Etica e politica con Antonio Corraro, oltre ad Arcadia aps e alla Cooperativa di comunità Porta nova rappresentate da Vincenzo Di Cugno. La coalizione per il no si allarga ulteriormente con il contributo di Hastarci guidata da Giuseppe De Cillis, Boaonda con Manuela Lops e il presidio di Libera con Anna Rossi. Anche il panorama politico locale è fortemente rappresentato: hanno aderito infatti Sinistra italiana con Vincenzo Topputo, il Movimento 5 stelle con Vito Branà, il Partito democratico con Antonio Giannetti e Trani bene comune con Vincenzo Ferreri.
Entrambi i comitati sottolineano l'importanza di un confronto informato, mettendo a disposizione dei cittadini strumenti di approfondimento per comprendere le ricadute di un passaggio referendario che tocca i vertici dell'architettura costituzionale italiana.
