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Solidarietà a Trani, nasce la nuova mensa Caritas in via Malcangi: questo sabato l'inaugurazione

Sabato 11 aprile 2026, a Trani, in via Malcangi 78, alle 10.30, l’Arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo inaugurerà la nuova sede della mensa della Caritas diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie.

 L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto “Pranzo a casa mia”, promosso come risposta concreta ai bisogni delle persone più fragili del territorio.

L’evento si colloca nel contesto del Giubileo 2025, assumendo il valore simbolico di “segno di speranza”, come indicato anche nel messaggio che accompagna l’iniziativa. La Caritas diocesana rinnova così il proprio impegno a tradurre in gesti concreti la carità evangelica, coinvolgendo volontari, operatori e tutta la comunità in un percorso di solidarietà condivisa.

La nuova struttura nasce con l’intento di potenziare i servizi già esistenti e di rispondere in maniera più efficace alle crescenti richieste di aiuto. L’inaugurazione sarà un’occasione per sottolineare l’importanza della collaborazione tra istituzioni ecclesiali e realtà del territorio, in un’ottica di attenzione costante verso gli ultimi.

Di seguito si riporta la dichiarazione dell’Arcivescovo che, a proposito della apertura della nuova sede della mensa, ha rilasciato al mensile diocesano In Comunione:

«Saluto con gioia la nuova mensa Caritas a Trani! Si, nuova, non l’apertura di un servizio che prima non vi era, in quanto da anni e con il generoso apporto di volontari e volontarie delle parrocchie della città, essa era operativa stabilmente presso la parrocchia S. Giuseppe.

Questo servizio della Caritas diocesana, assieme ad altri, sarà erogato nel centro Caritas, in via Malcangi, quello accanto alla chiesa del Sacro Cuore, che nel tempo si è distinto quale luogo di accoglienza, di ascolto, di aiuto per tante persone nel bisogno non solo materiale. La struttura si presenta con nuovi ambienti e l’equipe che opererà all’interno di essa assieme ai volontari svolgerà compiti non solo operativi, ma formativi e sociali.

 Vorrei evidenziare alcuni elementi  che ci aiutino ad  inquadrare al meglio la nuova mensa e tutto il Centro Caritas.

          Il primo è rappresentato dai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, che ha reso possibile la realizzazione del progetto “Pranzo a casa mia 2026”, presentato a suo tempo dalla nostra Caritas diocesana e finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana.

          Il secondo è dato dalla stessa denominazione: l’obiettivo è quello di rendere questo luogo sempre più casa e famiglia, in cui chi vi si rivolgerà possa trovarsi a proprio agio, come a casa propria, accolto e amato.

          Considero la realizzazione della mensa come uno dei frutti concreti del cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, e quindi della nostra Chiesa diocesana. Dopo l’ascolto delle diverse realtà e il discernimento, in atteggiamento di ascolto dello Spirito, è sembrato opportuno segnare questo nuovo passo.

          Il progetto fu presentato nel 2025, l’Anno del Giubileo, per cui vogliamo collegare questa nuova realtà alla Speranza, non come vago sentimento di ottimismo, ma come segno che è possibile ciò che è giusto, buono, bello, bene!

In un mondo segnato da conflitti e guerre, da politiche divisive alla continua rincorsa al riarmo, questa mensa, nel proprio piccolo e in una specifica dimensione territoriale, vuole essere segno profetico – tale perché espressione nella storia  dell’annuncio del Regno della Carità ad opera di Gesù - di un modo altro di investire risorse umane ed economiche nella realizzazione di progetti all’insegna dell’attenzione ai poveri, proprio come ci indica il Santo Padre Leone XIV a chiusura del suo messaggio per la quaresima 20026: «E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore».

Ringrazio di cuore quanti hanno contribuito alla progettazione e alla realizzazione della mensa “Pranzo a casa mia 2026”».

 


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