Accadde oggi: 11 aprile 1965
Campionato 1964/1965 Serie B
NAPOLI-TRANI 1-0
Arbitro: Cesare Gussoni di Varese
Rete: 17’ s.t. Ronzon
Note: cielo coperto; terreno in buone condizioni; spettatori cinquantamila circa; calci d’angolo 10-3 in favore del Napoli.
NAPOLI: Bandoni, Adorni, Mistone; Ronzon, Zurlini, Emoli; Bolzoni, Montefusco, Bean, Spanio, Tacchi
All. Bruno Pesaola
TRANI: Biggi, Crivellenti, Pappalettera; Arfuso, D’Elia, Bazzarini; Barbato, Bitetto, Silva, Lombardo, Malavasi
All. Felice Arienti
E' mancato poco che il Trani ottenesse un pareggio che, alla fin dei conti, non sarebbe stato del tutto immeritato. Biggi non é riuscito a respingere il violentissimo tiro, da trenta metri, di Ronzon. Ad un certo momento il pareggio è sembrato la conclusione più logica e naturale di una gara che se non è stata di gran pregio sul piano tecnico, è stata sempre vivace ed apertissima. A scanso di equivoci, bisogna però precisare che Biggi non ha proprio nessunissima colpa del gol subito: il tiro di Ronzon era veramente imparabile. Biggi ha peraltro il merito di aver letteralmente tolto dalla propria porta almeno altri tre o quattro palloni e di aver interrotto alcune pericolosissime azioni degli attaccanti napoletani, e di aver evitato il peggio in altre due occasioni, lanciandosi con un ardimento perfino temerario sui piedi di Montefusco prima e di Spanio dopo.
Biggi è stato dunque un piccolo eroe sfortunato. Ma con lui hanno meritato anche tutti gli altri compagni di squadra, che si sono battuti al limite delle proprie capacità fisiche, tecniche ed agonistiche, riuscendo così non solo ad evitare quella ‹caterva› di gol che, lo ammetta o no, Pesaola aveva promesso al termine della partita d'andata, ma anche a tenere in scacco il più forte avversario e di avere fino all'ultimo creato una serie di pericoli a Bandoni. Sta di fatto che il Napoli, nonostante i nomi altisonanti di cui può vantarsi, nonostante il costante incitamento della sua folla, nonostante infine la sua innegabile ed anche evidente superiorità tecnica e tattica, ha dovuto battere la testa contro la solidissima difesa del Trani, che aveva schierato D'Elia in funzione di libero, Arfuso su Bean, Bitetto alle costole di Spanio, i terzini strettissimi sulle ali napoletane, Lombardo sulla linea dei mediani e Malavasi in posizione piuttosto arretrata, Silva con funzioni di raccordo per i lanci a Barbato, pericolosissimo uomo di punta.
Insomma uno schieramento a riccio. Ma contro l'insistente offensiva del Napoli, questo schieramento a nulla sarebbe valso se non si fosse articolato su uomini scattanti sull’anticipo, tenaci negli scontri, ostinati negli inseguimenti. E sarebbe caduto ben presto, il Trani, se tutti i suoi elementi non si fossero dimostrati in possesso di invidiabili qualità fisico-atletiche, e di sorprendente velocità, che gli ha consentito di capovolgere rapidamente il fronte e mandare in aiuto di Barbato il centravanti Silva. Lo stesso Malavasi, Bitetto ed anche Lombardo e Bazzarini. Il Napoli contro un avversario così vivace non poteva mai darsi arie di sufficienza in difesa: Adorni, se si vedeva risucchiare dall’azione di Malavasi, si preoccupava di riprendere al più presto la sua primitiva posizione e Ronzon tentava alcune puntate offensive, ma imponeva ad Emoli una posisione di attesa ed a Zurlini e Mistone di tenere gli occhi costantemente aperti. Insomma, si era capito ben chiaramente che, così impostata la gara, il Napoli ben difficilmente sarebbe passato su azione di manovra, e difatti ha segnato solo un gol inventato da Ronzon con una prodezza personale. Detto questo, si é fatto un esplicito quanto doveroso elogio del Trani: squadra ariosa, viva, giovanile che non dovrebbe fallire il suo obiettivo della permanenza in serie B. Gliene danno garanzia un portiere in gambissima come Biggi, e difensori attenti come Crivellenti e Pappalettera, Arfuso e D'Elia. Naturalmente l'attacco non é apparso all'altezza della situazione o quanto meno non è riuscito a superare una difesa abbastanza forte come quella napoletana, che tuttavia, in qualche momento, s'é anche trovata in difficoltà. Il Trani ha anzitutto avuto il merito di non palesare alcun timore reverenziale di una squadra blasonata come il Napoli, ne di una cornice così imponente di folla. (50.000 spettatori n.d.r.) Ha cominciato col rispondere colpo su colpo, replicando agli attacchi un po’ confusi del Napoli con folate non irresistibili, ma efficaci almeno per alleggerire la pressione degli avversari. Basti dire che se il Napoli, nel primo tempo, aveva fallito tre occasioni da gol (due con Bean ed una con Spanio) anche il Trani s'era trovato in tale periodo in grado di battere Bandoni, specialmente al 40’ quando Bazzarini, spintosi all’attacco, trovatosi solo a pochi metri dalla porta del Napoli (l'azione si era sviluppata sulla destra) aveva avuto un attimo di esitazione che consentiva a Ronzon di recuperare.
Nella ripresa il Trani ha dovuto contenere un assalto più massiccio: ma al 12' quando tutto sembrava perduto, Biggi si lanciava arditamente sui piedi di Montefusco restando anche a terra dolorante per qualche minuto. Cinque minuti dopo, però, la capitolazione: Emoli eseguiva una rimessa laterale e lanciava lungo verso la zona centrale verso Ronzon, che fermava col petto, compiva qualche passo e tirava fortissimo: abilità o fortuna, il pallone, da oltre trenta metri, finiva in rete a mezz’altezza ed a fil di palo, sulla destra di Biggi. Immediata reazione del Trani: discesa di Silva sulla destra, quindi cross al centro: Bazzarini era in ottima posizione ma non riusciva a sfruttare la facilissima occasione. Al 28’ punizione fuori dal limite contro il Napoli: il tiro, fortissimo, sfiorava la barriera e s’avviava verso l’angolo della porta napoletana: ma Bandoni sia pure fortunosamente riusciva a fermare la palla. Altre prodigiose parate di
Biggi. Al 39’ Bitetto sulla destra si liberava di tre avversari e crossava di precisione; questa volta era Lombardo che falliva la facilissima occasione.
Ciro Buonanno

