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Liberazione 81, Bottaro ai saluti: «Tanto fatto, tanto da fare. Onorato di avere servito Trani»

Nella splendida cornice della villa comunale si è rinnovata la celebrazione della Festa della liberazione, una ricorrenza che appartiene alla storia più profonda e all'identità di un popolo libero e democratico. Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha presieduto la cerimonia sottolineando il valore della memoria e dell'impegno civile.

«In villa abbiamo rinnovato la celebrazione della Festa della liberazione - ha esordito il primo cittadino -, una ricorrenza che appartiene alla nostra storia più profonda e alla nostra identità di popolo libero e democratico. Nel mio intervento ho ricordato le parole del mai dimenticato presidente Sandro Pertini: "La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana". La libertà è un impegno quotidiano per costruire una società più giusta, più equa, più solidale. Non è mai definitiva, non è un bene acquisito per sempre. Va custodita, alimentata, difesa con le scelte di ogni giorno. E questo vale anche per la nostra comunità».

La cerimonia di quest'anno ha assunto un significato particolare, segnando la conclusione di un lungo ciclo amministrativo per la città. «La cerimonia odierna, per me, ha assunto un significato ancora più profondo - ha confidato Bottaro -. È stato il mio ultimo discorso pubblico da sindaco. Sono stati undici anni intensi, complessi, fatti di scelte, responsabilità, ma soprattutto di relazioni umane, di impegno quotidiano. Ricordo bene com’era la nostra città all’inizio di questo percorso. Una città con grandi potenzialità, ma anche con difficoltà evidenti, con bisogni urgenti e sfide importanti».

Il sindaco ha poi ripercorso le tappe salienti del suo mandato, ricordando le difficoltà incontrate e gli obiettivi raggiunti. «In questi anni abbiamo lavorato per migliorarla quanto più possibile e per darle una prospettiva nel medio e lungo periodo - ha aggiunto -. Non è stato un cammino facile. Abbiamo attraversato momenti difficilissimi, tra tutti penso al Covid, che ha segnato profondamente le nostre vite. A distanza di anni, possiamo dire di aver compiuto un percorso importante. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare».

Nel momento del congedo, non sono mancati i ringraziamenti a tutte le componenti della società civile e istituzionale. «Oggi sento il dovere di dire grazie - ha proseguito Bottaro -. Grazie ai cittadini di Trani, per la fiducia, per il sostegno, ma anche per le critiche, che ci hanno aiutato a comprendere gli errori e a migliorare. Grazie alla politica, ai consiglieri comunali, alla giunta, a chi ha condiviso con me questo lungo cammino istituzionale. Grazie al personale comunale, ai dirigenti ed al segretario comunale. Grazie a tutte le donne e gli uomini della polizia locale e a chi, ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, ha garantito il funzionamento della macchina amministrativa con professionalità e dedizione».

Un pensiero è stato rivolto anche alle forze dell’ordine, alle autorità civili e militari, oltre che al vasto mondo del volontariato, della cultura e dello sport, definito dal sindaco come l'anima viva della comunità. Bottaro ha voluto chiudere il suo intervento con un atto di umiltà e una citazione classica. «Permettetemi anche di chiedere scusa - ha dichiarato -. Scusa per ciò che non siamo riusciti a realizzare, per i ritardi, per gli errori, per le aspettative che non abbiamo potuto soddisfare. Ma permettetemi anche di dire, con sincerità e orgoglio, che abbiamo dato tutto, che ho dato tutto. Con impegno, con passione, con amore per questa città. C’è un giuramento antico che i giovani ateniesi pronunciavano al momento di diventare cittadini: "Promettiamo di restituire la città più bella di come ce l’avete consegnata". Ecco, questo è stato il senso del mio impegno in questi undici anni. È stato un grande onore aver provato, insieme a voi, a rendere Trani un po’ più bella, un po’ più giusta, un po’ più libera. Oggi affido questo stesso impegno a chi verrà dopo di me, con la certezza che saprà continuare a lavorare per il bene comune. Viva il 25 aprile, viva Trani, viva la nostra comunità».


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