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Comunali, Branà (M5s) alla piazza: «Ho rinunciato ad un assessorato in nome della coerenza»

«Ho rinunciato a un assessorato da 4.500 euro perché per me le cose più importanti sono l'identità, la coerenza, la trasparenza». Con queste parole Vito Branà, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, ha aperto in sostanza il suo primo comizio ufficiale, tenuto stamani in una piazza che pochi, fino a qualche giorno fa, avrebbero immaginato potesse vederlo in quella veste. Poche settimane fa era sul punto di entrare in giunta come assessore, nell'ambito di un campo largo di centrosinistra che sembrava in procinto di prendere forma. Ieri era sul palco con il Movimento e la consapevolezza, a suo dire, di avere scelto la strada più scomoda ma più coerente.

LA ROTTURA CON LA COALIZIONE

Il percorso che ha portato alla rottura con il fronte progressista è lungo e articolato. Il Movimento 5 Stelle aveva accettato di sedersi al tavolo della coalizione a precise condizioni: un codice etico condiviso, l'impegno contro il trasformismo, la garanzia di un autentico rinnovamento rispetto alla passata amministrazione. Sull'esempio di quanto fatto in Regione Puglia con Antonio Decaro, quelle regole avrebbero dovuto escludere dalle liste esponenti che fino a qualche settimana prima militavano nel centrodestra. Non è andata così.

Il momento di svolta è stato rappresentato dal passaggio di Giovanni Di Leo dalla Lega alla coalizione. «Non faccio un discorso personale sul consigliere Di Leo - precisa - perché ho sempre detto e ribadisco che non è un discorso sulla persona, ma su quello che rappresenta. Non è solo per lui, ma è un discorso generale». Le garanzie richieste sono venute meno in maniera ufficiale a tre giorni dalla scadenza per il deposito delle liste. «Questo rinnovamento effettivamente non è stato voluto fino alla fine, e noi abbiamo preso la decisione di andare da soli».

LE 400 FIRME IN UN GIORNO

La rottura definitiva si è consumata nella notte tra il 23 e il 24 aprile. «Il 23 sera noi avevamo le firme per andare in coalizione - racconta Branà -. Quando io e il resto del gruppo, insieme a tutti i livelli regionali e nazionali, abbiamo capito che non c'era più la possibilità di correre in coalizione, siamo andati a raccogliere le firme: 400 firme in un solo giorno». Una mobilitazione che, a suo avviso, ha confermato l'esistenza di una comunità viva e radicata, che «ci diceva che quello non era il nostro campo. Non era né il campo largo né il campo giusto. Il campo nostro eravamo noi».

La decisione, sottolinea più volte il candidato, non è stata presa unilateralmente né improvvisata all'ultimo momento. «Questa strada è stata condivisa con il livello nazionale e regionale. Quando ormai la linea era stata tracciata, non si poteva decidere un giorno prima: la decisione doveva essere già stata presa». 

DONNO E MORRA

A fare gli onori di palco sono l'onorevole Leonardo Donno, portavoce regionale del Movimento 5 Stelle, e Letizia Morra, portavoce provinciale. Donno ha ripercorsoil tentativo di dialogo con la coalizione: «Abbiamo deciso di sederci a questo tavolo. Abbiamo iniziato a dialogare di temi, di rinnovamento e anche di una discontinuità rispetto alla politica del passato». Le garanzie richieste, però, non sono arrivate. «La nostra credibilità, i nostri principi e i nostri valori non sono negoziabili - afferma -. Probabilmente questa operazione avrebbe potuto portare un tornaconto per il gruppo del Movimento in termini di posizioni in giunta. Si è preferito però mantenere la coerenza».

La posizione più delicata è quella di Morra: domenica scorsa era sul palco di Marco Galiano, il candidato del fronte progressista. Oggi era su un altro palco, con un altro candidato. «Bisogna essere coraggiosi in politica - risponde -: lì dove noi chiedevamo un autentico rinnovamento e questo non c'è stato, siamo stati nostro malgrado costretti a lasciare una coalizione e probabilmente anche possibili assessorati, per fare una scelta decisamente più scomoda ma anche più coerente con quella che è la nostra storia e con i nostri elettori». Il punto fermo è uno: «Non potevamo sederci con delle persone che hanno sostenuto idee di destra in una coalizione di sinistra».

LA CANDIDATURA

Per Branà questa è la seconda volta da candidato sindaco, dopo una lunga esperienza in consiglio comunale come esponente dell'opposizione. «È una sfida difficile, ma entusiasmante - dice -. Siamo più maturi, abbiamo diversi temi che possiamo proporre alla città: l'urbanistica, la mobilità sostenibile, il verde pubblico, il problema abitativo». Un'opposizione che, rimarca, non è mai stata sterile. «Non abbiamo solo condannato, abbiamo anche proposto. Ho letto centinaia di carte, ho fatto proposte in consiglio comunale e ho dimostrato di mantenere sempre la barra dritta, di parlare quando c'era stato da parlare, e così farò anche in futuro».

Sul possibile scenario di un solo seggio conquistato, quello spettante per statuto al candidato sindaco, Branà chiude ogni spiraglio a cessioni: «Assolutamente no. Non l'ho mai fatto. La mia candidatura non è di comodo, ma di responsabilità».


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