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Tre giorni di cultura e musica per celebrare i dieci anni della Fondazione Seca al Polo museale

Il Polo Museale ha aperto le celebrazioni per i dieci anni della Fondazione S.E.C.A., costruendo tra il 23 e il 25 aprile un programma capace di parlare a tutti, ai bambini curiosi del mattino del 23, agli appassionati di storia della sera del 24, a chi è venuto ad ascoltare musica il 25 e si è ritrovato con il cuore pieno. Il sipario si è alzato, nella mattina del 23, sul "Museum Open Day", concepito come soglia aperta verso le nuove generazioni. Sotto il titolo programmatico "A vision of the future", le scuole del territorio sono state invitate a un incontro con la macchina da scrivere oggetto che nella nostra memoria collettiva abita quella zona peculiare dove convivono nostalgia e stupore. La Fondazione ha avuto l'intelligenza di non ridurre questa esperienza a mera didattica, preferendo invece coltivare l'incanto, che è la forma più duratura dell'apprendimento.

Il giorno seguente, il 24 aprile alle diciotto, la visita guidata alle collezioni del Polo ha offerto al pubblico adulto un'immersione più meditata nella stessa materia. Tre macchine, in particolare, hanno incarnato con la loro presenza silenziosa l'intera parabola della modernità tipografica: l'AEG Mignon Model 2, la mirabile Olivetti M20 e la celeberrima Lettera 22, quel capolavoro di forma e funzione che Ettore Sottsass avrebbe potuto definire e forse definì "un oggetto che pensa". Visitare queste macchine non è visitare dei cimeli: è sostare di fronte a delle biografie della civiltà, a oggetti che portano incisa, nella loro meccanica, la traccia di milioni di voci umane. Al percorso principale si è affiancata la mostra fotografica "Sguardi che cambiano il mondo", dedicata alla figura di Leonardo Del Vecchio e promossa in collaborazione con l'omonima Fondazione: un omaggio a un imprenditore visionario che, come le macchine esposte accanto alle sue fotografie, ha saputo trasformare il gesto ripetuto in opera, e la materia bruta in racconto.
La serata del 25 aprile ha portato con sé la commozione più vera. Sul palco dell'auditorium, la chiusura della tre giorni, culminata con taglio di torta e brindisi con i partecipanti, è toccata alla "Ceralacca Band"  con il suo tributo a Lucio Dalla con lo spettacolo intitolato "Lucio dove sei", un progetto ideato da Nicola Landriscina, in arte "Ceralacca", insieme a Luca de Leonardis e portato sul palco insieme a Raffaele Riefoli e Michele Abruzzese. Un omaggio sentito, elettrizzante e coinvolgente che fonde musica e narrazione per celebrare la genialità immortale della musica e dei testi delle canzoni del cantautore bolognese scomparso nel 2012.
Poi, gli ottimi arrangiamenti musicali e la capacità spiccata di "Ceralacca" di dialogare con il pubblico e, soprattutto, di coinvolgerlo completamente, hanno reso la serata da "sold-out" un'esperienza indimenticabile. Il concerto ha guidato il pubblico attraverso un itinerario emotivo di rara intensità, restituendo la sostanza poetica di un repertorio che appartiene alla memoria profonda del paese. Ed il pubblico ha apprezzato con una meritata standing ovation.
 Dieci anni sono un traguardo che invita alla riflessione, non solo alla festa. La Fondazione S.E.C.A. li ha celebrati nel modo più coerente con la propria missione: tenendo le porte aperte, cercando il dialogo, ricordando che il patrimonio culturale non appartiene a chi lo custodisce, ma a tutti coloro che scelgono di incontrarlo.
 
Mimmo Magnifico

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