La scomparsa di Mimmo Cileo lascia un vuoto profondo nella famiglia, negli amici e in quanti hanno avuto modo di conoscerne le qualità umane e sportive. Difensore affidabile, uomo riservato e corretto, ha rappresentato per anni un punto di riferimento dentro e fuori dal campo, incarnando valori di serietà, impegno e rispetto che hanno segnato un'epoca del calcio tranese.
Di seguito pubblichiamo il delicato e sentito ricordo firmato da Carlo Del Negro, che ripercorre la figura di Mimmo Cileo, il suo percorso sportivo, il lascito umano di un uomo che ha vissuto con discrezione, dignità e passione autentica per il calcio.
MIMMO CILEO (16/1/1951 - 9/6/2026)
E’ giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia della scomparsa di Mimmo Cileo. Viene a mancare alla famiglia, agli amici, alla comunità un uomo buono, una brava persona ed un calciatore esemplare sotto tutti i punti di vista. E credetemi, non è retorica. Mimmo ha interpretato il ruolo di calciatore come un soldato viene chiamato a servire la Patria, come fosse una missione, in silenzio, senza clamori, con costanza e coerenza sul campo. Mimmo ha giocato per quattro stagioni nel Trani, dal 1973 al 1977, di ruolo difensore giocava indistintamente da terzino o da difensore centrale; corretto, puntuale e tempista apprezzato da tutti i tecnici che lo hanno avuto alle loro dipendenze fa il suo esordio nelle fila della Polisportiva il 21 ottobre 1973 a Teramo (Teramo-Trani 1-0) nel campionato di Serie D 1973/1974 culminato con la retrocessione nel Campionato di Promozione. I tifosi tranesi erano a dir poco inviperiti; ce l’avevano contro tutto e contro tutti; cercavano capri espiatori ad ogni piè sospinto onde poter sfogare la loro rabbia contro l’ingiustizia e la malasorte (soltanto dieci anni prima eravamo in Serie B e, credetemi, mai che sia stata mossa una parola o una invettiva contro Mimmo Cileo, da tutti riconosciuto come emblema di serietà in un momento di marasma generale. Gli anni in cui Mimmo Cileo ha giocato nella Polisportiva Trani li potremmo definire, senza ombra di smentita, gli anni di piombo del calcio tranese. Anni bui, un medioevo calcistico, da cui non si intravedeva il benché minimo spiraglio di luce in fondo al tunnel. Da questo quadro desolante della situazione emergeva la figura di Mimmo Cileo, un calciatore essenziale, nella esatta etimologia della parola, pragmatico e taciturno o chiacchierone nello stesso tempo, a seconda delle situazioni contingenti. Gioca la sua ultima partita nel Trani il 29 maggio 1977 sul campo neutro di Andria (Trani-Don Uva Bisceglie 1-1) dopo aver collezionato 99 presenze (hey chezz). Ovviamente, facile intuirlo, anche chi non ha frequentato assiduamente il compianto Mimmo ne deduce facilmente che doveva essere così anche nella vita privata, con la moglie, gli adorati figli, in particolare Alessia, la quale ha ereditato dal papà la passione per il calcio. Il calcio vero, quello con la C maiuscola, quello che trasmette valori e non le pagliacciate cui assistiamo oggigiorno. Mimmo se ne è andato in punta di piedi, senza clamori, come ha vissuto tutta la sua vita di Uomo e di Calciatore e con la dignità che lo ha sempre contraddistinto.
Carlo Del Negro

