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Moda, la sfida pugliese per rilanciare il Tac parte anche da Trani

«Creare un distretto green sostenibile nel settore della moda in Puglia, un ecosistema integrato tra formazione e innovazione, non solo per rispondere alle richieste dell'Unione europea in materia di tracciabilità, utilizzo dei materiali ed economia circolare, ma per trasformare i vincoli normativi in opportunità di sviluppo, attingendo ad esperienze vincenti in altre realtà italiane e in Paesi europei».

È la visione che l'ingegnere tranese Cataldo De Luca, presidente della sezione Moda Bari-Bat di Confindustria, ha posto al centro del meeting «Economia circolare: nuova competitività per il settore Tac pugliese», svoltosi lo scorso 9 giugno nella sede Binp del Politecnico di Bari, in via Orabona, e rivolto alle aziende del polo Bari-Bat del tessile, abbigliamento e calzaturiero, un comparto che conta 3.400 imprese in tutta la regione.

UN PROGETTO DELLA PUGLIA PER LA PUGLIA

L'iniziativa, organizzata nell'ambito del percorso «Verso un distretto green Moda Puglia», ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, centri di ricerca e realtà formative impegnati nella trasformazione sostenibile del settore. Ma è stato proprio De Luca a chiarirne il senso più concreto: «Vogliamo creare un gruppo di lavoro - ha spiegato - che lavori per la Puglia a ridurre gli scarti e farli diventare addirittura una risorsa. Abbiamo preso spunto da quello che hanno già fatto all'estero e stiamo cercando di farlo qui in Puglia con le nostre risorse, con i nostri imprenditori».

Un proposito che non si ferma alle enunciazioni di principio: «Per poterlo fare - ha aggiunto il presidente della sezione Moda - abbiamo iniziato un'attività di scouting delle tecnologie e ora stiamo mappando tutto il territorio». Da qui lo slogan scelto per l'operazione: «Uno dei payoff che utilizziamo è "un progetto della Puglia per la Puglia" - ha sottolineato l'ingegnere tranese - perché riteniamo che ci siano le competenze, la volontà e i ritorni necessari per far sì che la filiera sia distintiva».

LA CRISI DEL COMPARTO

Dietro l'ottimismo della progettualità, però, De Luca non ha nascosto i numeri di una crisi che morde da tempo: «Riteniamo che questa progettualità possa rappresentare una chiave di successo per il nostro comparto - ha concluso - che è un comparto importante e significativo, ma che indubbiamente sta attraversando un periodo di difficoltà. Negli ultimi venticinque anni il numero di aziende del Tac pugliese si è ridotto ad un terzo di quello che era nell'anno 2000».

È questo il bivio davanti al quale si trova oggi il settore, storicamente uno dei pilastri del made in Italy e capace di generare valore economico, occupazione qualificata e identità territoriale: affrontare la transizione verso modelli di produzione più sostenibili, tanto sul piano ambientale quanto su quello sociale, richiede visione strategica, investimenti mirati e, soprattutto, nuove competenze professionali.

GLI INTERVENTI

I lavori si sono aperti proprio con i saluti istituzionali di De Luca e di Daniele Del Genio, presidente di Cna Puglia, a testimonianza dell'ampio sostegno del mondo associativo e datoriale. Cuore della giornata, l'innovation talk dedicato all'economia circolare e alla sostenibilità della moda pugliese, moderato da Antonio Seggioli, amministratore di Projectfarm: la professoressa Pasqua L'Abbate, dell'università Lum, si è soffermata sulle imprese resilienti alla luce delle nuove normative Epr sulla responsabilità estesa del produttore; lo stesso Seggioli, per l'Ats Distretto green Moda Puglia, ha presentato il modello di business dell'ecosistema regionale; Gaetano De Nicola, direttore generale della Fondazione Ampioraggio, ha esplorato il rapporto fra territorio, innovazione e sostenibilità; Andrea Falchini, direttore generale di Next Technology Tecnotessile, ha condiviso l'esperienza di Prato, caso emblematico di come un distretto manifatturiero possa reinventarsi attraverso tecnologia e circolarità; Massimo Filomena, presidente di Its Academy, ha chiuso gli interventi ponendo al centro il tema delle competenze come leva di crescita.

IL NODO DELLA FORMAZIONE

Ed è proprio attorno all'esigenza delle nuove professionalità che si colloca la presenza di Its Academy Moda, chiamata a costruire il ponte fra le necessità del mercato e la formazione delle nuove generazioni di operatori del settore. Perché - ne sono convinti gli organizzatori - il cambiamento non si costruisce con le sole norme, ma con esempi tangibili e proposte praticabili: la raccolta di buone pratiche già sperimentate in realtà come quella pratese e la presentazione di progetti replicabili in Puglia hanno voluto offrire alle imprese non solo ispirazione, ma strumenti operativi. L'evento ha goduto del patrocinio dell'università Lum, di Cna Puglia, di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani - sezione Moda, della Fondazione Ampioraggio, del Cetma e di Binp - Business innovation Puglia.


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