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Fragilità, inclusione e prevenzione: il territorio indica le priorità del nuovo piano sociale

Centoventicinque partecipanti, tre focus group, un territorio che chiede continuità, integrazione e prevenzione. A giugno quattro incontri aperti per costruire insieme le politiche sociali 2026-2028.Si chiude con un ricco patrimonio di voci, bisogni e proposte la fase di ascolto del territorio del percorso partecipato di costruzione del welfare, facilitato dal Centro di Servizi al Volontariato San Nicola ETS in collaborazione con l'Ambito Sociale Territoriale di Trani e Bisceglie. I tre focus group – dedicati a disabilità e invecchiamento attivo, inclusione sociale e contrasto alle povertà, politiche familiari e povertà educativa – hanno coinvolto complessivamente 125 persone tra operatori sociali, caregiver, rappresentanti del terzo settore, sindacati e cittadini.

Ora si apre la fase successiva, quella dei tavoli di co-programmazione, articolati in quattro incontri aperti a tutti in cui i contenuti emersi dai focus diventeranno la base per definire insieme le priorità del Piano Sociale di Zona 2026-2028.

 Il quadro emerso dai focus group

Il percorso avviato e il numero di partecipanti testimoniano una comunità capace di mobilitarsi e di portare un contributo riflessivo e costruttivo, che ha evidenziato bisogni ma anche buone prassi che vanno difese.

Innanzitutto, i bisogni non sono isolati, si intrecciano. Molte persone hanno bisogni la cui risposta non è in un solo servizio. Per esempio, una donna straniera con figli piccoli ha bisogno di casa, lavoro, mediazione culturale, custodia dei figli, mentre un ragazzo con ADHD non diagnosticato ha bisogno di un insegnante che lo riconosca, una famiglia che lo accetti, un servizio che lo supporti, uno spazio dopo la scuola. Il sistema fatica a rispondere a questi bisogni che si intersecano e richiede un potenziamento della rete istituzionale e privata  che supporti la presa in carico delle persone.

 Ciò che emerge con chiarezza dai focus group è che la prevenzione rappresenta una scelta di efficienza per la pubblica amministrazione e una scelta di benessere per le persone da perseguire in tutti i possibili spazi di bisogno.

 Il territorio chiede maggiore facilità di accesso ai servizi, chi ha più bisogno spesso fa più fatica ad accedere ai servizi (es. accesso alle domande tramite SPID, articolazione oraria degli sportelli, etc.).

 Uno stereotipo da superare è che la fragilità appartenga ad un ceto sociale.

Il dato che ha attraversato tutti e tre gli incontri è che la fragilità si rivela trasversale. Disagio emotivo, DSA, violenza domestica e difficoltà relazionali riguardano famiglie di ogni condizione economica, per cui serve ripensare i servizi di conseguenza.

Non sono emerse, tuttavia, solo criticità. I tre focus group hanno rilevato anche elementi di vitalità e buona pratica già presenti sul territorio. La domanda non è sempre "cosa creare", spesso è "come garantire che quello che già funziona non venga interrotto". Tra i servizi, vengono difesi con convinzione il servizio educativo domiciliare (ADE), i Centri Servizi per le Famiglie e alcune esperienze di integrazione scolastica, descritti come strumenti efficaci che vale la pena proteggere prima ancora di pensarne di nuovi. Infine, alcune proposte emerse nei focus — come lo sportello unico immigrazione o le "case ponte" per rispondere alla grave marginalità e all'emergenza abitativa — non sono idee astratte, ma modelli già sperimentati o almeno già discussi internamente ai servizi comunali, il che indica una capacità progettuale presente e pronta ad essere attivata con le giuste condizioni.

Le priorità trasversali ai tre focus sono la costruzione di una regia territoriale integrata, la garanzia di continuità ai servizi esistenti, l'avvio di una politica abitativa integrata, investimenti nella formazione continua degli operatori e la semplificazione dell'accesso ai servizi. Saranno questi alcuni dei temi al centro dei tavoli di co-programmazione.

 I tavoli di co-programmazione

A partire dall'11 giugno, i contenuti emersi durante il percorso partecipativo di ascolto saranno il punto di partenza per il confronto dei quattro tavoli di co-programmazione. Organizzati dall'Ambito Sociale Territoriale di Trani e Bisceglie in collaborazione con il CSV San Nicola ETS, i tavoli sono aperti a chiunque voglia contribuire: enti del terzo settore, associazioni, organizzazioni di volontariato e cittadini.

 

    11 giugno 2026 – Bisceglie, Palazzo Tupputi | ore 16:30 – 19:00

    Politiche familiari e povertà educativa. Conciliazione vita-lavoro e politiche di genere.

 

    18 giugno 2026 – Trani, Biblioteca G. Bovio, Sala Ronchi | ore 16:30 – 19:00

    Sistema di welfare d'accesso. Inclusione sociale e contrasto alle povertà. Prevenzione e contrasto delle discriminazioni, del maltrattamento e della violenza di genere.

 

    25 giugno 2026 – Bisceglie, Palazzo Tupputi | ore 16:30 – 19:00

    Invecchiamento attivo. Politiche per l'integrazione delle persone con disabilità e presa in carico della non autosufficienza.

 

    30 giugno 2026 – Trani, Biblioteca G. Bovio, Sala Ronchi | ore 16:30 – 19:00

    Benessere e innovazione sociale. Processi partecipativi e ruolo del Terzo Settore.

 

La partecipazione ai tavoli è libera, è consigliata l’iscrizione.

Gli enti del terzo settore presenti ai tavoli individueranno dal basso un proprio rappresentante unitario come componente della Cabina di Regia del Piano Sociale di Zona, l'organismo di governance territoriale che guiderà l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi lungo l'intero triennio.

Per informazioni e iscrizioni: https://www.csvbari.com/tavoli-coprogettazione-piano-sociale-zona-trani-bisceglie-2026/


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