Antonio Stringaro è uscito dall’ospedale Bonomo di Andria ed oggi, per la prima volta dopo il drammatico incidente moto-auto del 12 maggio scorso in via Sabotino, ha rimesso piede in strada.
Il 22enne tranese, rimasto gravemente ferito in quello scontro, ha camminato, ha respirato aria di città e si è fatto fotografare davanti all’esercizio commerciale di cui è titolare il neo consigliere comunale Daniele Santoro, stretto amico di famiglia. Nella foto è su una carrozzina, perché gli è stato prescritto di non forzare i tempi.
Nulla, soltanto poche ore prima, lasciava presagire una giornata simile. Ieri sera, durante la nostra diretta elettorale, la famiglia Stringaro ci aveva onorato di una breve videochiamata per mostrarci Antonio: era ancora ricoverato, ma appariva in ottimo stato fra saluti, sorrisi, risposte a qualche battuta e quel pollice su di enorme valore. Un segnale bellissimo, che sembrava aprire a un’imminente guarigione, non certo alle dimissioni del giorno seguente.
E invece i medici del Bonomo lo hanno dimesso questa mattina, stabilendo non soltanto che il ragazzo è fuori pericolo, ma che non ha più bisogno di alcuna degenza ospedaliera. Antonio adesso deve anzi tutto riposare e poi intraprendere una lunga, complicata – e forse anche tormentata dal caldo di questa estate che avanza – ma necessaria riabilitazione, che dovrebbe ricondurlo al recupero di una normale condizione fisica.
I tanti timori della prima ora sono stati tutti fugati. La degenza in rianimazione, sotto le cure dell’équipe diretta dal dottor Nicola di Venosa, è stata di assoluta eccellenza, così come l’operazione maxillo-facciale avvenuta presso il Miulli di Acquaviva delle Fonti. Una filiera di cure tutta locale che ha dato i suoi frutti nel migliore dei modi.
Quella foto di gruppo scattata davanti all’esercizio commerciale – che esprime felicità e grande ottimismo per il futuro – è la migliore rappresentazione possibile di quanto, ancora oggi, si possano dare belle notizie. E soprattutto di quanto si possa parlare, con piena soddisfazione, di una sanità che funziona: tutta orgogliosamente locale.
Qualcuno lo chiamerà miracolo e può farlo legittimamente. Ma la storia di Antonio è il risultato di professionalità, competenza, cooperazione, efficienza ed efficacia. Il tutto unito alla straordinaria tenacia della famiglia e all’incrollabile forza di volontà di un ragazzo d'oro.
