Con la vittoria di Marco Galiano al ballottaggio, Trani ha il suo nuovo sindaco e, con lui, un consiglio comunale che conta venti consiglieri di maggioranza e dodici di minoranza. La composizione definitiva, determinata dai voti espressi dai cittadini nel corso della tornata elettorale del 2025, fotografa un centrosinistra largo e plurale, capace di mobilitare un'ampia alleanza di liste, a fronte di una minoranza frammentata in sette gruppi distinti, ciascuno dei quali porta in aula la propria bandiera.
LA MAGGIORANZA
Il centrosinistra che ha portato Galiano a Palazzo di Città si presenta in consiglio con cinque liste, per un totale di venti seggi. Il Partito Democratico è il gruppo più numeroso, con sette consiglieri: Fabrizio Ferrante, che con 937 preferenze è il candidato più votato del Pd (primo partito di maggioranza), Nicola Di Pinto detto Nico (409 voti), Federica Cuna (394), Amalia Palma detta Lilli (278), Ines Maria Fabbretti (269), Nicola Ventura (253) e Daniele Santoro (243).
Italia Viva porta in aula quattro consiglieri. Tommaso Laurora, con 1.231 preferenze, è il candidato più votato in assoluto dell'intera competizione elettorale, a riprova di un radicamento personale che trascende le dinamiche di coalizione. Con lui siedono Sabrina Di Cugno (423), Felice Corraro (401) e Mariangela Scialandrone (347).
Puglia Popolare contribuisce con quattro seggi: Donata Di Meo (734), Francesca Lestingi (364), Domenico Briguglio (229) e Francesco Corallo (172). Tre seggi vanno alla lista Per Trani, con Giovanni Di Leo (648), Antonio Befano (358) e Irene Cornacchia (213). Chiude il quadro della maggioranza Alleanza Verdi e Sinistra, con Francesca Zitoli (429) e Vincenzo Topputo (348).
LA MINORANZA
Il centrodestra e le liste civiche che hanno sostenuto gli altri candidati al primo turno entrano in consiglio con dodici seggi, ripartiti fra sette gruppi. Il più numeroso è Fratelli d'Italia, con tre consiglieri: Roberto Gargiuolo (549), Ornella Gelso (538) ed Emanuele Cozzoli (477), quest'ultimo subentrato a Raimondo Lima nella distribuzione dei seggi.
La lista Giacomino Sindaco per Trani ottiene due seggi con Antonio Loconte (637) e Patrizia Cormio (420). Forza Italia-Ppe porta un solo rappresentante, Pasquale De Toma, che con 817 preferenze è il singolo candidato più votato dell'intera minoranza. Un seggio ciascuno va alla lista Angelo Guarriello Sindaco, con Raffaella Merra (516); alla lista Marinaro Sindaco per Trani, con Carlo Ruggiero (496); a Prossima Mente Trani, con Rosa Uva (356); e a Trani Libera, con Michele Centrone (293).
Siedono in minoranza, in qualità di consiglieri aggiuntivi spettanti ai candidati sindaco sconfitti, anche Angelo Guarriello e Giacomo Marinaro, per altri due seggi complessivi che portano la minoranza a quattordici presenze effettive nell'aula consiliare.
IL QUADRO POLITICO
Il nuovo consiglio comunale riflette con fedeltà il responso delle urne: una maggioranza solida, costruita su un'alleanza che va dal Pd a Italia Viva, passando per liste civiche di ispirazione popolare e progressista, e una minoranza plurale, che riunisce attorno allo stesso banco esperienze politiche anche molto distanti fra loro, dal centrodestra di governo a liste di area civica e territoriale.
Il dato più significativo resta quello delle preferenze individuali: Tommaso Laurora, con 1.231 voti, ha costruito intorno alla propria candidatura un consenso personale che pochi altri riescono a raggiungere in una città delle dimensioni di Trani. Sul fronte opposto, Pasquale De Toma, con 817 preferenze, è l'uomo più votato di una minoranza che, pur frammentata, porta in aula nomi con radicamenti elettorali tutt'altro che trascurabili.
Ora tocca all'aula. Il consiglio comunale si insedierà nei prossimi giorni e il sindaco Galiano dovrà presentare la propria giunta, sciogliendo i nodi di una coalizione che, larga per definizione, porterà con sé anche le inevitabili tensioni di una governance plurale.
